Marilena Adamo è nata a Novara il 17/4/1950, vive a Milano dal 1961. Laureata in Filosofia presso l'Università Statale.
Insegnante di Lettere e pedagogista, collabora con centri di formazione e con l'Università di Milano-Bicocca.
Sposata dall'85 con Stefano Righi Riva, ha un figlio di ventitrè anni, Pietro.
Eletta al Senato della Repubblica nelle elezioni del 13 aprile 2008 Incarichi e uffici ricoperti in questa Legistatura
Capogruppo del Partito Democratico dal 2006 alla sua elezione a Senatrice dell'aprile 2008, già dal 2001 Consigliere Comunale e vicepresidente del Consiglio.
La sua passione politica nasce negli anni '70 da giovane insegnante
nella periferia milanese. Presidente del Consiglio di Zona di Affori,
poi Consigliere comunale, è Assessore all'Educazione dall'87 al '90.
Capogruppo in Regione Lombardia promuove la Giunta rossoverde di
Fiorella Ghilardotti ed è Vicepresidente dell'Assemblea fino al 2000.
Cultura, scuola e formazione, donne, accoglienza, regole democratiche, sono i temi delle sue battaglie principali.
EXPO 2015: SENATORI PD, SARA' BERTOLASO IL COMMISSARIO STRAORDINARIO?
Interrogazione al Presidente del Consiglio
Roma, 5 febbraio 2010
"Il governo intende davvero procedere con il commissariamento dell'Expo
2015 e affidare la gestione dell'evento, che è stato programmato da un
decennio, a Guido Bertolaso, cui competono la gestione di emergenze largamente
più importanti e rilevanti dell'organizzazione di feste e fiere?". E'
quanto chiedono con un'interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del
Consiglio dei ministri i senatori del Pd lombardi Marilena Adamo, Emanuela
Baio, Fiorenza Bassoli, Daniele Bosone, Mauro Ceruti, Gerardo D'ambrosio,
Cinzia Fontana, Guido Galperti, Mariapia Garavaglia, Pietro Ichino, Achille
Passoni, Giorgio Roilo, Paolo Rossi, Antonio Rusconi, Tiziano Treu, Umberto
Veronesi e Luigi Vimercati e i senatori del Pd della commissione Ambiente
Francesco Ferrante, Roberto della Seta, Daniela Mazzuconi.
"Con l'emanazione dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 19 gennaio - scrivono i senatori del Pd nell'interrogazione - il governo ha
previsto una serie di deroghe e varianti a ben 15 normative ordinarie
vigenti e ad un regolamento del comune di Milano. Alcune deroghe riguardano le
procedure di valutazione di impatto ambientale, il delicatissimo tema degli
espropri, la competenza sui vincoli derivanti da piani urbanistici generali, e
gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilità e l'occupazione
temporanea di aree, mentre altre deroghe riguardano persino le procedure sulle
bonifiche, che verrebbero sospese in relazione ai lavori dell'appuntamento
internazionale. Vengono, inoltre, derogate le norme del codice degli appalti e
del codice dei beni culturali. Dalle ultime notizie - proseguono i senatori
democratici - si apprende inoltre che l'operazione di commissariamento di Expo
2015 è in via di definizione e giunge a compimento dopo che per mesi,
esclusivamente per colpa dei conflitti tra istituzioni e tutti interni alla
maggioranza politica che governa a Milano e a livello regionale e nazionale, si
è perso tempo con il concreto rischio di lasciarsi sfuggire una straordinaria
occasione di rilancio e sviluppo per la città. Per tutte queste ragioni
chiediamo al premier Berlusconi se ha realmente intenzione di procedere al
commissariamento, affidando l'incarico al sindaco Moratti, al sottosegretario
Bertolaso o ad altri, se la gestione dell'evento sarà affidata al Capo della
protezione civile e quale ruolo, in questo contesto, avrebbe la nascente Protezione
Civile Servizi spa ".
5 DOMANDE E 5 RISPOSTE SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO TRA AUTOCERTIFICAZIONE E CONDONO
di
Stefano Ceccanti 1. E' irragionevole in termini di
principio che chi governa possa avvalersi per questo motivo di un legittimo
impedimento a comparire in tribunale?
Di per sé non lo è. Infatti già oggi è possibile chiedere e ottenere per questo
motivo il rinvio di un'udienza. Si sarebbe potuto precisare meglio e rafforzare
questa possibilità. Una legge ordinaria dovrebbe comunque bilanciare le due
esigenze (celebrazione del processo e diritto-dovere a governare) senza
sacrificarne unilateralmente una.
2. In cosa consiste il legittimo
impedimento secondo la proposta di legge?
In realtà secondo il testo (articolo 1 comma 1), che giunge sino a "ogni
attività comunque coessenziale alle funzioni di governo" il legittimo
impedimento è tutto quanto fa il Presidente del Consiglio (e in sostanza anche
i Ministri, comma 2 del medesimo articolo, dove si ripete l'identica formula). La Presidenza del
Consiglio fa praticamente un'autocertificazione del legittimo impedimento,
sacrificando del tutto le esigenze del processo (comma 4: "Ove la Presidenza del
Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato
allo svolgimento delle funzioni").
3. E' incostituzionale?
Certamente. Configurato così esso non è una condizione temporanea e prevedibile
relativa a casi concreti, ma è una prerogativa connaturata permanentemente alla
carica istituzionale quindi necessita di una copertura costituzionale
perché caratteristica della prerogativa è quella di derogare stabilmente al
principio di uguaglianza. In astratto qualcuno avrebbe potuto avere dei dubbi
prima della sentenza sul lodo Alfano, ma dopo di essa dubbi non ce ne possono
essere. Queste sono le parole della Corte " l’esigenza di
proteggere le funzioni di quell’organo, si rende necessario che un tale ius
singulare abbia una precisa copertura costituzionale. Si è visto, infatti, che
il complessivo sistema delle suddette prerogative è regolato da norme di rango
costituzionale, in quanto incide sull’equilibrio dei poteri dello Stato e
contribuisce a connotare l’identità costituzionale dell’ordinamento." (punto
7.3.2.2 del considerato in diritto della Sentenza 19 ottobre 2009, n. 262). 4. Può essere considerato un "male
minore"?
In un certo senso sì, quello degli effetti complessivi sull'ordinamento,
soprattutto rispetto al cosiddetto "processo breve" perché qui si
bloccano solo i processi del Presidente del Consiglio e dei Ministri, ma dal
punto di vista della costituzionalità è vero il contrario. Esso nasce come
“legge ponte” in attesa di una riforma costituzionale: lo dice proprio il testo
(comma 1 dell'art. 2: "Le disposizioni di cui all’articolo 1 si
applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale
recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio
dei ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità
di partecipazione degli stessi ai processi penali) con una radicale
innovazione di cui non si hanno precedenti. Non si può far passare come “male
minore” il precedente di una legge che viola chiaramente la Costituzione in
attesa che la
Costituzione stessa venga poi modificata come una sorta di
condono.
5. Ma non c'è comunque una sorta di
accanimento contro il Presidente del Consiglio?
Anche se fosse ci dovrebbe però spiegare perché negli stessi giorni in cui si
votava questo testo alla Camera non ha eccepito in alcun modo il legittimo
impedimento né ha protestato contro l'accanimento presentandosi senza problema
alla prima udienza della causa di divorzio.
NEL MILLEPROROGHE BOCCIATI I COMMI PER I FONDI ALL'EXPO
PROTEZIONE CIVILE: MA LA LEGA E' ANCORA FEDERALISTA?
Roma, 4 febbraio 2010
"La Lega dimostri di essere ancora
federalista! Se martedì infatti non approverà i nostri emendamenti, oltre alla
privatizzazione del Dipartimento nazionale, verranno modificate anche le non
meglio precisate "strutture territoriali" della protezione civile con un decreto
del Presidente del Consiglio. E la competenza sulla protezione civile verrà
scippata a Regioni e Province". Così ha commentato la sen. Marilena Adamo a
margine del suo intervento sull'articolo 15 del decreto sulla protezione civile.
"Va ricordato
infatti - ha spiegato - che questa è materia "concorrente" tra Stato e Regioni,
come prescrive la riforma costituzionale, e la Lega dovrebbe essere in prima fila per
la sua difesa. Lo strumento scelto poi, il DPCM, è il meno adatto e il meno
trasparente, come la
Lega dovrebbe ben sapere dopo la cattiva prova che ha dato
anche con l'Expo, viste le dichiarazioni di ieri di Castelli che chiede precisi
emendamenti nel Milleproroghe e come chiedono gli stessi imprenditori lombardi.
Siamo al paradosso che se il decreto dovesse passare così com'è dell'Expo si
occuperà direttamente Bertolaso".
"Ma la cosa più
incredibile - conclude la senatrice Adamo - è che a difendere il testo in aula,
nella plateale assenza del governo in particolare del ministro dell'Ambiente e
quello degli Affari europei, c'è stato il solo Bertolaso che è membro
dell'esecutivo solo in virtù proprio di questo decreto, che il Parlamento deve
ancora approvare. Per non dire poi di Berlusconi, che propone al Parlamento di
nominare Bertolaso nuovamente sottosegretario e contemporaneamente ne annuncia
in pubblico la prossima nomina a Ministro. Come se la cosa pubblica, al solito,
fosse materia del tutto privata".
Marilena Adamo
NEWSLETTER DAL SENATO - GENNAIO 2010
Roma, 29 gennaio 2010
Carissime e carissimi,
il Parlamento in questo mese di gennaio è stato principalmente occupato dalle leggi salvapremier. La Camera è impegnata con la legge per il "legittimo (?) impedimento", mentre in Senato è stato approvato il cosiddetto processo breve, legge che sarcasticamente titola "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi". Con la legge alla Camera si permette a Berlusconi di non presentarsi mai ai processi in corso, con il processo breve si danneggia gravemente la giustizia italiana, come dimostra l'aperta contrarietà non solo dei magistrati, ma degli avvocati, dei giuristi, di chiunque conosca la Giustizia.
Come si può capire leggendo il testo (a fianco) la legge non dice come si fa ad abbreviare i processi e tutti i nostri emendamenti in quel senso (personale, risorse, nuove procedure ecc.) sono stati respinti. Dice solo che, trascorsi tre anni, il processo decade cioè non si fa giustizia, con buona pace delle vittime dei reati. Le quali però possono chiedere il trasferimento in sede civile per i danni con priorità, ma il processo civile - la piaga della giustizia italiana che colpisce davvero i cittadini - non è toccato dalla legge e quindi una causa può tranquillamente durare 10 anni o più. In compenso, con emendamento a sorpresa, si va ad incidere anche sui procedimenti in Corte dei Conti, dove gli imputati sono prevalentemente amministratori pubblici. Insomma la logica è sempre la stessa: salvare i potenti e che i poveracci si arrangino. Ma la norma più scandalosa è quella che va ad incidere sui processi in corso, una norma che agisce retroattivamente, perché di quella ha bisogno il cavaliere. Se salverà anche delinquenti di diverso tipo, per il centrodestra non ha importanza. La pletora di leggi ad personam che intasano il Parlamento e su cui si dibatte pubblicamente, non solo mettono anche in ombra la crisi economica e le difficoltà di centinaia di migliaia di famiglie - il caso Eutelia è esemplare - ma distolgono la pubblica opinione dalle tante altre decisioni che vengono assunte con decreti omnibus, emendamenti dell'ultima ora e colpi di mano vari. Ne cito solo alcuni.
La privatizzazione della Protezione civile: con un decreto che naturalmente porta un altro titolo, si trasforma il Dipartimento della Protezione civile in società in-house, la protezione civile SPA insomma, che potrà agire più liberamente senza i soliti lacci e lacciuoli della pubblica amministrazione e a capo della quale c'è il solito Bertolaso, cui viene peraltro prorogato l'incarico di sottosegretario, in violazione ad almeno tre norme costituzionali. L'incarico rinnovato si estende dalla protezione civile ai grandi eventi: Moratti, Stanca e Formigoni sono avvisati per Expo!
L'obbligo scolastico torna ai 15 anni. Il governo Prodi in sintonia con l’Europa, aveva innalzato l'obbligo ai sedici anni, nel biennio delle superiori: questa norma è oggi potenzialmente annullata da un emendamento voluto dal ministro Sacconi per l’apprendistato a quindici anni. Ufficialmente si dice che l'obbligo si può anche fare con l'apprendistato. Peccato che l’apprendistato sia, a pieno titolo, un contratto di lavoro che prevede una piccola quota di formazione. La stessa legge Biagi prevedeva una regolamentazione nuova che ad oggi manca, tant'è vero che le associazioni degli artigiani, che pure hanno bisogno di apprendisti, hanno criticato il provvedimento. La decisione tra l'altro è in netto contrasto con i Regolamenti per le superiori, la cosiddetta Riforma Gelmini, anche se la Gelmini si è dichiarata d'accordo con il collega, mah!Riforma delle Superiori con iscrizioni al 31 marzo.
Ci eravamo illusi che i cambiamenti chiesti dal Consiglio di Stato, le buone ragioni portate dall'opposizione, la contrarietà del CNPI e delle Regioni, avessero indotto il Ministro a recedere per il prossimo anno scolastico e prendersi il tempo per delle ragionevoli modifiche. No, in questi ultimi 15 giorni c'è stata la forzatura del Centrodestra, le Commissioni hanno espresso i pareri di legge e il Governo vuole procedere. Unico risultato ottenuto, almeno, non si parte anche al secondo anno. Ma anche così con le iscrizioni al 31 marzo e tutte le procedure richieste dagli accorpamenti di indirizzi e le modifiche delle cattedre, si parte allo sbaraglio, insegnanti, famiglie, ragazzi. Perchè, ci si chiede, quando gli stessi Dirigenti del Ministero fanno presente l'impossibilità materiale di garantire un accettabile avvio di anno scolastico a Settembre? Perchè questa non è una riforma, ma un modo per tradurre i tagli previsti da Tremonti e registrati in Finanziaria: 1.650 milioni nel 2010, 2538 nel 2011 e 3188 nel 2012.
La riforma delle scuole superiori: pareri di maggioranza e minoranza delle Commissioni Cultura
di Camera e Senato
Caccia libera anche ad agosto: nel recepire la direttiva europea sulla caccia, la si stravolge e si ammicca alle richieste di cacciatori e industria delle armi. Si sa che non sarà possibile e si rischia l’infrazione europea, ma intanto ci sono le regionali, poi si vedrà… (dichiarazione di Roberto Della Seta – Articolo Corriere della Sera)
No all' inasprimento delle pena per gli sfruttatori di manodopera straniera clandestina: mentre abbiamo ancora negli occhi l’immagine, che ci ha fatto vergognare del nostro Paese, dei lavoratori di Rosarno che salgono sui pullman che li porteranno nei centri di espulsione, il Senato cassa una norma di inasprimento per reati di sfruttamento dei lavoratori stranieri. Era un testo concordato in Commissione, su proposta del PD, con l’accordo del Relatore (PDL) e della Presidente (Lega),una risposta civile a quei fatti, ma l’accordo non ha tenuto in aula, il centrodestra ci ha ripensato, nonostante tutta la propaganda di Maroni. (Dichiarazione di Roberto Di Giovan Paolo)
Limite agli stipendi dei Manager: in compenso, nella confusione generale, si sono sbagliati a votare ed è così passato un emendamento delle opposizioni che fissa un tetto agli stipendi dei manager anche privati. Norma inapplicabile, ma un segnale comunque utile!
LA MORATTI FA MORIRE L'UNICO LICEO SERALE D'ITALIA
Milano, 25 gennaio 2010
Ho voluto incontrare
oggi gli studenti lavoratori che da una settimana occupano il tetto
dell'Istituto Gandhi di Milano per ottenere la riapertura dei civici licei
serali.
Perché la loro è una
battaglia simbolica per Milano. Contro la strada sbagliata che sta prendendo
la Giunta
Moratti di dismettere in forme diverse la storica esperienza
nel settore delle Civiche.
Senza un piano
approvato dal Consiglio Comunale, indifferente ai problemi personali degli
utenti, senza ottemperare una sentenza del TAR che ha nominato un Commissario ad
Acta.
A costo di far
morire l'unico liceo serale pubblico d'Italia.
Si sono avanzate
giustificazioni burocratiche solo per nascondere una precisa volontà politica:
risparmiare e spostare utenza verso il privato
commerciale.
Alla fine le scelte
temporeggiatrici di questi mesi hanno portato all'odierna decisione del
Consiglio di Stato: vince l'Amministrazione comunale ma perde la
città.
Perde un altro pezzo
della sua storia e della sua anima.
Quando Milano
inventò, unica in Italia, le Civiche Scuole come strategia di promozione e
coesione sociale.
Quando Milano era un
passo avanti. E quanto ce ne sarebbe bisogno proprio
oggi.
Invece di dedicare
giardinetti a Craxi sarebbe meglio onorare nei fatti questa
tradizione.
IL GOVERNO E IL CENTRODESTRA SACRIFICANO MILANO SULL’ALTARE DEL PROCESSO BREVE
... E
DEGLI INTERESSI DI BERLUSCONI
Roma, 19 gennaio 2010
Non c’è stato nulla
da fare. Altro che dialogo: il testo del cosiddetto processo breve è stato
intoccabile, inemendabile, non migliorabile in nessun punto.
Moltissimi nostri
emendamenti volevano limitare il danno ed entravano decisamente nel merito.
In particolare io e
tanti senatori milanesi abbiamo raccolto le preoccupazioni di Milano, del suo
Consiglio comunale e del Sindaco, sulle ricadute per il processo Derivati e sul
risarcimento di 100 milioni di Euro al Comune, cioè ai milanesi. Anche se la
legge è migliorata nell’ultima versione, la norma transitoria, quella che serve
ad “estinguere” i processi di Berlusconi, rischia comunque di mettere a rischio
la sostanza del processo sui derivati. Per questo abbiamo insistito con un
emendamento, marginale rispetto all’obiettivo. Ma il patto di maggioranza che la
tiene insieme con difficoltà sempre più evidente ha sancito l’intangibilità su
tutto, i senatori di centrodestra che si erano permessi di fare emendamenti sono
stati costretti a ritirarli. Berlusconi ha preteso “la prova d’amore” con buona
pace del sindaco Moratti e dei milanesi.
Marilena Adamo
IL GOVERNO VUOLE PRIVATIZZARE LA PROTEZIONE CIVILE
Roma, 15 gennaio 2010
Con
l'ennesimo decreto legge multifunzionale il Governo Berlusconi ha spianato la
strada della trasformazione del Dipartimento della Protezione civile in società
in-house. Si tratta di una riforma strutturale di un dipartimento della
Presidenza del Consiglio liquidata e compressa, come sempre, in un
provvedimento d'urgenza. In Commissione Affari costituzionali ci siamo opposti,
presentando un parere di minoranza nel quale sosteniamo l'incostituzionalità
del provvedimento per mancanza dei requisiti di necessità e
urgenza.
Vi invito a questo proposito a consultare il blog del
circolo PD Presidenza del Consiglio e protezione civile dove troverete altre
utili informazioni su questo tema http://protezionecivilepd.ilcannocchiale.it/
Qui di seguito il testo integrale del parere di minoranza presentato in Commissione I e la mia successiva illustrazione.
Roma, 20 gennaio 2010
Qui di seguito l'ultima interrogazione sul caso Resca da me presentata in Commissione Cultura.
Legislatura
16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01108
Atto n. 3-01108 (in Commissione)
Pubblicato il 14 gennaio 2010
Seduta n. 313
ADAMO , BOSONE , FRANCO Vittoria , GARAVAGLIA Mariapia , MARCUCCI , RUSCONI , VITA - Al Ministro per i beni e le
attività culturali. -
Premesso che:
l'articolo 21 del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri del 30 dicembre 2009, recante disposizioni urgenti
di protezione civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 9
gennaio, attribuisce al dottor Mario Resca l'incarico di commissario delegato
per la Pinacoteca di Brera a Milano, affidatogli al fine di porre in essere «i
necessari ed urgenti interventi da porre in essere nello stabile monumentale
del Palazzo di Brera (...) nell'ambito delle iniziative necessarie allo
svolgimento del grande evento relativo al 150° Anniversario dell'Unità
d'Italia»;
il dottor Mario Resca riveste la carica di
Direttore generale alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico essendo
stato assunto dal Ministero per i beni e le attività culturali - come
specificato dal Ministro stesso nella risposta ad un'interrogazione presentata
alla Camera dei deputati dall'onorevole Giulietti - tramite decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, ai sensi di quanto stabilito nel decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
il dottor Mario Resca risulta essere a
tutt'oggi membro del Consiglio di amministrazione del gruppo Mondadori, la cui holding
operativa la società Electa, concorre alla gestione di servizi in alcuni poli
museali strategici;
in data 18 novembre 2009 i senatori Adamo,
Vita e Vittoria Franco hanno presentato un'interrogazione - senza peraltro
ricevere ancora alcuna risposta - sul cumulo di cariche e sulla situazione
sopra descritta di conflitto di interessi in cui si trova il dottor Mario
Resca;
a ciò si aggiunga che il dottor Mario Resca
è altresì Presidente in carica di Finbieticola Casei, società creata per
dismettere lo zuccherificio di Casei Gerola (Pavia) al fine di reinvestire il
ricavato in un’attività industriale sostitutiva e di gestire anche una cifra
consistente di finanziamenti da parte dell'Unione europea per tale operazione
di bonifica industriale;
a questa situazione si aggiunge la già
citata nomina di Mario Resca a Commissario delegato per la Pinacoteca di Brera,
con dei compiti operativi a giudizio degli interroganti alquanto indeterminati
e vaghi, dal momento che dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
- come ricordano anche in un'interrogazione sullo stesso tema alla Camera le
onorevoli De Biasi e Ghizzoni - si evince con chiarezza solo la possibilità di
avvalersi di soggetti attuatori e consulenze tecniche per le quali si
registreranno ulteriori oneri per le casse dello Stato;
considerato inoltre che:
come si apprende da un comunicato ufficiale
del Coordinamento nazionale UIL beni e attività culturali, la retribuzione del
dottor Resca per l'incarico di Commissario delegato ammonterà a circa 2 milioni
e mezzo di euro;
come si apprende dalle medesime fonti
sindacali, in qualità di Direttore generale del Ministero il compenso del
dottor Mario Resca ammonta a circa 160.000 euro annui;
il comma 3 dell'articolo 22 del decreto di
delega autorizza il dottor Mario Resca a richiedere l'apertura di un'apposita
contabilità speciale a lui intestata;
il comma 5 dell'articolo 21 del suddetto
decreto autorizza lo stesso Commissario delegato ad avvalersi di soggetti
attuatori e consulenze tecniche con un compenso «non superiore al 50 per cento»
di quello spettante al direttore dei lavori e al Commissario delegato stesso,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga incompatibili e
in conflitto tra loro l’attuale funzione svolta presso il Ministero dal dottor
Mario Resca - funzione che peraltro prevede decisioni e controllo sulle
attività e i servizi dei grandi musei - e il ruolo, ancora ricoperto, di
amministratore di Mondadori;
in quale modo il Governo ritenga
compatibili le esigenze di risparmio, da ultimo ribadite con decisi tagli al
bilancio del Ministero nella legge finanziaria per il 2010, con le elevate
retribuzioni attribuite ad una singola persona, in virtù di compiti la cui
necessità e straordinarietà sfuggono agli interroganti;
come ritenga altresì compatibili le
suddette esigenze di risparmio - più volte proclamate - con i costi che
deriveranno dal finanziamento di quest'ennesima struttura commissariale creata
per la gestione della Pinacoteca di Brera;
se non ritengano che sarebbe necessario
affidare l'incarico di Commissario delegato per la Pinacoteca di Brera ad altro
dirigente pubblico al fine di superare le criticità evidenziate in premessa.
COMMISSIONE GIUSTIZIA BOCCIA EMENDAMENTO CHIESTO DAL COMUNE DI MILANO ALLA LEGGE SUL PROCESSO BREVE
Roma, 17 dicembre 2009
La commissione
Giustizia boccia l’emendamento chiesto dal Comune di Milano alla legge sul
processo breve: per il Governo Berlusconi la truffa a danno dello Stato non è un
reato grave e non desta allarme sociale.
Nemmeno il voto
unanime del Consiglio Comunale di Milano, preoccupato per gli effetti negativi
nel processo sui Derivati e per il relativo danno economico, è bastato a
convincere il Governo e il Centrodestra ad accogliere un emendamento al testo
sul processo breve. La truffa a danno dello Stato resta tra i reati che non
destano allarme sociale. In senso opposto tre emendamenti: uno a mia firma, un
altro del collega PDL Caruso e persino uno del presidente della Commissione
Berselli. Il Governo ha chiesto prima il ritiro e poi ha comunque invitato alla
bocciatura, cosa puntualmente avvenuta.
Il Governo si è
riservato un ripensamento in aula, vedremo. Quello che è sicuro
è che tutti i senatori milanesi del PD, ma anche molti della maggioranza, in
aula daranno battaglia anche su questo punto, convinti di fare il bene della
nostra città.