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Marilena Adamo

Marilena Adamo è nata a Novara il 17/4/1950, vive a Milano dal 1961. Laureata in Filosofia presso l'Università Statale.

Insegnante di Lettere e pedagogista, collabora con centri di formazione e con l'Università di Milano-Bicocca.
Sposata dall'85 con Stefano Righi Riva, ha un figlio di ventitrè anni, Pietro.

Eletta al Senato della Repubblica nelle elezioni del
13 aprile 2008

Incarichi e uffici ricoperti in questa Legistatura

Gruppo Partito Democratico:
Membro dal 6 maggio 2008

1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali):
Segretario dal 22 maggio 2008
14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea):
Membro dal 5 giugno 2008

Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari:
Membro dal 21 maggio 2008
Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa:
Membro dal 21 maggio 2008

Capogruppo del Partito Democratico dal 2006 alla sua elezione a Senatrice dell'aprile 2008, già dal 2001 Consigliere Comunale e vicepresidente del Consiglio.
La sua passione politica nasce negli anni '70 da giovane insegnante nella periferia milanese. Presidente del Consiglio di Zona di Affori, poi Consigliere comunale, è Assessore all'Educazione dall'87 al '90.
Capogruppo in Regione Lombardia promuove la Giunta rossoverde di Fiorella Ghilardotti ed è Vicepresidente dell'Assemblea fino al 2000.
Cultura, scuola e formazione, donne, accoglienza, regole democratiche, sono i temi delle sue battaglie principali.


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Ultime notizie
EXPO 2015: SENATORI PD, SARA' BERTOLASO IL COMMISSARIO STRAORDINARIO?

Interrogazione al Presidente del Consiglio

Roma, 5 febbraio 2010

"Il governo intende davvero procedere con il commissariamento dell'Expo 2015 e affidare la gestione dell'evento, che è stato programmato da un decennio, a Guido Bertolaso, cui competono la gestione di emergenze largamente più importanti e rilevanti dell'organizzazione di feste e fiere?". E' quanto chiedono con un'interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri i senatori del Pd lombardi Marilena Adamo, Emanuela Baio, Fiorenza Bassoli, Daniele Bosone, Mauro Ceruti, Gerardo D'ambrosio, Cinzia Fontana, Guido Galperti, Mariapia Garavaglia, Pietro Ichino, Achille Passoni, Giorgio Roilo, Paolo Rossi, Antonio Rusconi, Tiziano Treu, Umberto Veronesi e Luigi Vimercati e i senatori del Pd della commissione Ambiente Francesco Ferrante, Roberto della Seta, Daniela Mazzuconi.
"Con l'emanazione dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 gennaio - scrivono i senatori del Pd nell'interrogazione - il governo ha previsto una serie di deroghe e varianti a ben 15 normative  ordinarie vigenti e ad un regolamento del comune di Milano. Alcune deroghe riguardano le procedure di valutazione di impatto ambientale, il delicatissimo tema degli espropri, la competenza sui vincoli derivanti da piani urbanistici generali, e gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilità e l'occupazione temporanea di aree, mentre altre deroghe riguardano persino le procedure sulle bonifiche, che verrebbero sospese in relazione ai lavori dell'appuntamento internazionale. Vengono, inoltre, derogate le norme del codice degli appalti e del codice dei beni culturali. Dalle ultime notizie - proseguono i senatori democratici - si apprende inoltre che l'operazione di commissariamento di Expo 2015 è in via di definizione e giunge a compimento dopo che per mesi, esclusivamente per colpa dei conflitti tra istituzioni e tutti interni alla maggioranza politica che governa a Milano e a livello regionale e nazionale, si è perso tempo con il concreto rischio di lasciarsi sfuggire una straordinaria occasione di rilancio e sviluppo per la città. Per tutte queste ragioni chiediamo al premier Berlusconi se ha realmente intenzione di procedere al commissariamento, affidando l'incarico al sindaco Moratti, al sottosegretario Bertolaso o ad altri, se la gestione dell'evento sarà affidata al Capo della protezione civile e quale ruolo, in questo contesto, avrebbe la nascente Protezione Civile Servizi spa ".

 
5 DOMANDE E 5 RISPOSTE SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO TRA AUTOCERTIFICAZIONE E CONDONO
di Stefano Ceccanti

1. E' irragionevole in termini di principio che chi governa possa avvalersi per questo motivo di un legittimo impedimento a comparire in tribunale?
 
Di per sé non lo è. Infatti già oggi è possibile chiedere e ottenere per questo motivo il rinvio di un'udienza. Si sarebbe potuto precisare meglio e rafforzare questa possibilità. Una legge ordinaria dovrebbe comunque bilanciare le due esigenze (celebrazione del processo e diritto-dovere a governare) senza sacrificarne unilateralmente una.
 

2. In cosa consiste il legittimo impedimento secondo la proposta di legge?
 
In realtà secondo il testo (articolo 1 comma 1), che giunge sino a "ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo" il legittimo impedimento è tutto quanto fa il Presidente del Consiglio (e in sostanza anche i Ministri, comma 2 del medesimo articolo, dove si ripete l'identica formula). La Presidenza del Consiglio fa praticamente un'autocertificazione del legittimo impedimento, sacrificando del tutto le esigenze del processo (comma 4: "Ove la Presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni").
 

3. E' incostituzionale?
 
Certamente. Configurato così esso non è una condizione temporanea e prevedibile relativa a casi concreti, ma è una prerogativa connaturata permanentemente alla carica istituzionale  quindi necessita di una copertura costituzionale perché caratteristica della prerogativa è quella di derogare stabilmente al principio di uguaglianza. In astratto qualcuno avrebbe potuto avere dei dubbi prima della sentenza sul lodo Alfano, ma dopo di essa dubbi non ce ne possono essere.   Queste sono le parole della Corte " l’esigenza di proteggere le funzioni di quell’organo, si rende necessario che un tale ius singulare abbia una precisa copertura costituzionale. Si è visto, infatti, che il complessivo sistema delle suddette prerogative è regolato da norme di rango costituzionale, in quanto incide sull’equilibrio dei poteri dello Stato e contribuisce a connotare l’identità costituzionale dell’ordinamento." (punto 7.3.2.2 del considerato in diritto della Sentenza 19 ottobre 2009, n. 262).
 

4. Può essere considerato un "male minore"?  
 
In un certo senso sì, quello degli effetti complessivi sull'ordinamento, soprattutto rispetto al cosiddetto "processo breve" perché qui si bloccano solo i processi del Presidente del Consiglio e dei Ministri, ma dal punto di vista della costituzionalità è vero il contrario. Esso nasce come “legge ponte” in attesa di una riforma costituzionale: lo dice proprio il testo (comma 1 dell'art. 2: "Le disposizioni di cui all’articolo 1 si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali) con una radicale innovazione di cui non si hanno precedenti. Non si può far passare come “male minore” il precedente di una legge che viola chiaramente la Costituzione in attesa che la Costituzione stessa venga poi modificata come una sorta di condono.
 

5. Ma non c'è comunque una sorta di accanimento contro il Presidente del Consiglio?

Anche se fosse ci dovrebbe però spiegare perché negli stessi giorni in cui si votava questo testo alla Camera non ha eccepito in alcun modo il legittimo impedimento né ha protestato contro l'accanimento presentandosi senza problema alla prima udienza della causa di divorzio.

 
NEL MILLEPROROGHE BOCCIATI I COMMI PER I FONDI ALL'EXPO
Apri il PDF
 
PROTEZIONE CIVILE: MA LA LEGA E' ANCORA FEDERALISTA?

Roma, 4 febbraio 2010

"La Lega dimostri di essere ancora federalista! Se martedì infatti non approverà i nostri emendamenti, oltre alla privatizzazione del Dipartimento nazionale, verranno modificate anche le non meglio precisate "strutture territoriali" della protezione civile con un decreto del Presidente del Consiglio. E la competenza sulla protezione civile verrà scippata a Regioni e Province". Così ha commentato la sen. Marilena Adamo a margine del suo intervento sull'articolo 15 del decreto sulla protezione civile.

"Va ricordato infatti - ha spiegato - che questa è materia "concorrente" tra Stato e Regioni, come prescrive la riforma costituzionale, e la Lega dovrebbe essere in prima fila per la sua difesa. Lo strumento scelto poi, il DPCM, è il meno adatto e il meno trasparente, come la Lega dovrebbe ben sapere dopo la cattiva prova che ha dato anche con l'Expo, viste  le dichiarazioni di ieri di Castelli che chiede precisi emendamenti nel Milleproroghe e come chiedono gli stessi imprenditori lombardi. Siamo al paradosso che se il decreto dovesse passare così com'è dell'Expo si occuperà direttamente Bertolaso".

"Ma la cosa più incredibile - conclude la senatrice Adamo - è che a difendere il testo in aula, nella plateale assenza del governo in particolare del ministro dell'Ambiente e quello degli Affari europei, c'è stato il solo Bertolaso che è membro dell'esecutivo solo in virtù proprio di questo decreto, che il Parlamento deve ancora approvare. Per non dire poi di Berlusconi, che propone al Parlamento di nominare Bertolaso nuovamente sottosegretario e contemporaneamente ne annuncia in pubblico la prossima nomina a Ministro. Come se la cosa pubblica, al solito, fosse materia del tutto privata".

Marilena Adamo

 
NEWSLETTER DAL SENATO - GENNAIO 2010
Roma, 29 gennaio 2010

Carissime e carissimi,

il Parlamento in questo mese di gennaio è stato principalmente occupato dalle leggi salvapremier.
La Camera è impegnata con la legge per il "legittimo (?) impedimento", mentre in Senato è stato approvato il cosiddetto processo breve, legge che sarcasticamente titola "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi". Con la legge alla Camera si permette a Berlusconi di non presentarsi mai ai processi in corso, con il processo breve si danneggia gravemente la giustizia italiana, come dimostra l'aperta contrarietà non solo dei magistrati, ma degli avvocati, dei giuristi, di chiunque conosca la Giustizia.
Come si può capire leggendo il testo (a fianco) la legge non dice come si fa ad abbreviare i processi e tutti i nostri emendamenti in quel senso (personale, risorse, nuove procedure ecc.) sono stati respinti. Dice solo che, trascorsi tre anni, il processo decade cioè non si fa giustizia, con buona pace delle vittime dei reati. Le quali però possono chiedere il trasferimento in sede civile per i danni con priorità, ma il processo civile - la piaga della giustizia italiana che colpisce davvero i cittadini - non è toccato dalla legge e quindi una causa può tranquillamente durare 10 anni o più. In compenso, con emendamento a sorpresa, si va ad incidere anche sui procedimenti in Corte dei Conti, dove gli imputati sono prevalentemente amministratori pubblici. Insomma la logica è sempre la stessa: salvare i potenti e che i poveracci si arrangino. Ma la norma più scandalosa è quella che va ad incidere sui processi in corso, una norma che agisce retroattivamente, perché di quella ha bisogno il cavaliere. Se salverà anche delinquenti di diverso tipo, per il centrodestra non ha importanza. La pletora di leggi ad personam che intasano il Parlamento e su cui si dibatte pubblicamente, non solo mettono anche in ombra la crisi economica e le difficoltà di centinaia di migliaia di famiglie - il caso Eutelia è esemplare - ma distolgono la pubblica opinione dalle tante altre decisioni che vengono assunte con decreti omnibus, emendamenti dell'ultima ora e colpi di mano vari. Ne cito solo alcuni. Il Processo breve

Disegno di legge processo breve approvato dal Senato, ora all’esame della Camera

Discussione in Aula

Marilena Adamo – Intervento 19/01/10

Comunicato stampa e video
Il Governo e il centrodestra sacrificano Milano sull’altare del Processo Breve ... e degli interessi di Berlusconi


Anna Finocchiaro – Dichiarazione di voto

Guarda video su Youdem


Interrogazione
Il Caso Eutelia Spa e Agila srl
La privatizzazione della Protezione civile: con un decreto che naturalmente porta un altro titolo, si trasforma il Dipartimento della Protezione civile in società in-house, la protezione civile SPA insomma, che potrà agire più liberamente senza i soliti lacci e lacciuoli della pubblica amministrazione e a capo della quale c'è il solito Bertolaso, cui viene peraltro prorogato l'incarico di sottosegretario, in violazione ad almeno tre norme costituzionali. L'incarico rinnovato si estende dalla protezione civile ai grandi eventi: Moratti, Stanca e Formigoni sono avvisati per Expo!  Il Governo vuole privatizzare la Protezione Civile
Parere di minoranza e mia illustrazione in Commissione I Affari Costituzionali
L'obbligo scolastico torna ai 15 anni.
Il governo Prodi in sintonia con l’Europa, aveva innalzato l'obbligo ai sedici anni, nel biennio delle superiori: questa norma è oggi potenzialmente  annullata da un emendamento voluto dal ministro Sacconi per l’apprendistato a quindici anni. Ufficialmente si dice che l'obbligo si può anche fare con l'apprendistato. Peccato  che l’apprendistato sia, a pieno titolo, un contratto di lavoro che prevede una piccola quota di formazione. La stessa legge Biagi prevedeva una regolamentazione nuova che ad oggi manca, tant'è vero che le associazioni degli artigiani, che pure hanno bisogno di apprendisti, hanno criticato il provvedimento. La decisione tra l'altro è in netto contrasto con i Regolamenti per le superiori, la cosiddetta Riforma Gelmini, anche se la Gelmini si è dichiarata d'accordo con il collega, mah!
Riforma delle Superiori con iscrizioni al 31 marzo.
Ci eravamo illusi che i cambiamenti chiesti dal Consiglio di Stato, le buone ragioni portate dall'opposizione, la contrarietà del CNPI e delle Regioni, avessero indotto il Ministro a recedere per il prossimo anno scolastico e prendersi il tempo per delle ragionevoli modifiche. No, in questi ultimi 15 giorni c'è stata la forzatura del Centrodestra, le Commissioni hanno espresso i pareri di legge e il Governo vuole procedere. Unico risultato ottenuto, almeno, non si parte anche al secondo anno. Ma anche così con le iscrizioni al 31 marzo e tutte le procedure richieste dagli accorpamenti di indirizzi e le modifiche delle cattedre, si parte allo sbaraglio, insegnanti, famiglie, ragazzi. Perchè, ci si chiede, quando gli stessi Dirigenti del Ministero fanno presente l'impossibilità materiale di garantire un accettabile avvio di anno scolastico a Settembre? Perchè questa non è una riforma, ma un modo per tradurre i tagli previsti da Tremonti e registrati in Finanziaria: 1.650 milioni nel 2010, 2538 nel 2011 e 3188 nel 2012. 
La riforma delle scuole superiori: pareri di maggioranza e minoranza delle Commissioni Cultura
di Camera e Senato


Riordino Licei

Pareri Camera
Parere della Commissione Senato
Proposta PD Senato

Riordino Istituti Tecnici

Pareri Camera
Parere della Commissione Senato
Proposta PD Senato

Riordino Istituti Professionali

Pareri Camera
Parere della Commissione Senato
Proposta PD Senato
    




Per ulteriori approfondimenti
ScuolaOggi 
E ultimissime, con la legge Comunitaria:

Caccia libera anche ad agosto
: nel recepire la direttiva europea sulla caccia, la si stravolge e si ammicca alle richieste di cacciatori e industria delle armi. Si sa che non sarà possibile e si rischia l’infrazione europea, ma intanto ci sono le regionali, poi si vedrà…
(dichiarazione di Roberto Della SetaArticolo Corriere della Sera)

No all' inasprimento delle pena per gli sfruttatori di manodopera straniera clandestina
: mentre abbiamo ancora negli occhi l’immagine, che ci ha fatto vergognare del nostro Paese, dei lavoratori di Rosarno che salgono sui pullman che li porteranno nei centri di espulsione, il Senato cassa una norma di inasprimento per reati di sfruttamento dei lavoratori stranieri. Era un testo concordato in Commissione, su proposta del PD, con l’accordo del Relatore (PDL) e della Presidente (Lega),una risposta civile a quei fatti, ma l’accordo non ha tenuto in aula, il centrodestra ci ha ripensato, nonostante tutta la propaganda di Maroni. (Dichiarazione di Roberto Di Giovan Paolo)

Limite agli stipendi dei Manager
: in compenso, nella confusione generale, si sono sbagliati a votare ed è così passato  un emendamento delle opposizioni che fissa un tetto agli stipendi dei manager anche privati. Norma inapplicabile, ma un segnale comunque utile!
Chiediamo al Governo…
Il caso Resca: ora anche l’incarico per Brera!?

Dove sono i fondi all’editoria per persone con disabilità visive

Chi finanzia la scuola pubblica? 
 

Le vicende di Rosarno

Lettera di Livia Turco sulla sua visita a Rosarno del 14 gennaio 2010
 






In difesa della Cooperativa
Sociale Diapason.
Leggi e sottoscrivi l'appello

Lettera appello a favore di Diapason Cooperativa Sociale di Milano
 
LA MORATTI FA MORIRE L'UNICO LICEO SERALE D'ITALIA

Milano, 25 gennaio 2010

Ho voluto incontrare oggi gli studenti lavoratori che da una settimana occupano il tetto dell'Istituto Gandhi di Milano per ottenere la riapertura dei civici licei serali.
Perché la loro è una battaglia simbolica per Milano. Contro la strada sbagliata che sta prendendo la Giunta Moratti di dismettere in forme diverse la storica esperienza nel settore delle Civiche.
Senza un piano approvato dal Consiglio Comunale, indifferente ai problemi personali degli utenti, senza ottemperare una sentenza del TAR che ha nominato un Commissario ad Acta.
A costo di far morire l'unico liceo serale pubblico d'Italia.
Si sono avanzate giustificazioni burocratiche solo per nascondere una precisa volontà politica: risparmiare e spostare utenza verso il privato commerciale.
Alla fine le scelte temporeggiatrici di questi mesi hanno portato all'odierna decisione del Consiglio di Stato: vince l'Amministrazione comunale ma perde la città.
Perde un altro pezzo della sua storia e della sua anima.
Quando Milano inventò, unica in Italia, le Civiche Scuole come strategia di promozione e coesione sociale.
Quando Milano era un passo avanti. E quanto ce ne sarebbe bisogno proprio oggi.
Invece di dedicare giardinetti a Craxi sarebbe meglio onorare nei fatti questa tradizione.

Marilena Adamo

Per approfondimenti
Civiche, ha vinto il Comune le lezioni non partiranno più - Repubblica - 26/01/2010

 
IL GOVERNO E IL CENTRODESTRA SACRIFICANO MILANO SULL’ALTARE DEL PROCESSO BREVE

Vai al minuto 30.00 ... E DEGLI INTERESSI DI BERLUSCONI

Roma, 19 gennaio 2010

Non c’è stato nulla da fare. Altro che dialogo: il testo del cosiddetto processo breve è stato intoccabile, inemendabile, non migliorabile in nessun punto.
Moltissimi nostri emendamenti volevano limitare il danno ed entravano decisamente nel merito.
In particolare io e tanti senatori milanesi abbiamo raccolto le preoccupazioni di Milano, del suo Consiglio comunale e del Sindaco, sulle ricadute per il processo Derivati e sul risarcimento di 100 milioni di Euro al Comune, cioè ai milanesi. Anche se la legge è migliorata nell’ultima versione, la norma transitoria, quella che serve ad “estinguere” i processi di Berlusconi, rischia comunque di mettere a rischio la sostanza del processo sui derivati. Per questo abbiamo insistito con un emendamento, marginale rispetto all’obiettivo. Ma il patto di maggioranza che la tiene insieme con difficoltà sempre più evidente ha sancito l’intangibilità su tutto, i senatori di centrodestra che si erano permessi di fare emendamenti sono stati costretti a ritirarli. Berlusconi ha preteso “la prova d’amore” con buona pace del sindaco Moratti e dei milanesi.

Marilena Adamo

 
IL GOVERNO VUOLE PRIVATIZZARE LA PROTEZIONE CIVILE

Roma, 15 gennaio 2010

Con l'ennesimo decreto legge multifunzionale il Governo Berlusconi ha spianato la strada della trasformazione del Dipartimento della Protezione civile in società in-house. Si tratta di una riforma strutturale di un dipartimento della Presidenza del Consiglio liquidata e compressa, come sempre, in un provvedimento d'urgenza. In Commissione Affari costituzionali ci siamo opposti, presentando un parere di minoranza nel quale sosteniamo l'incostituzionalità del provvedimento per mancanza dei requisiti di necessità e urgenza.

Vi invito a questo proposito a consultare il blog del circolo PD Presidenza del Consiglio e protezione civile dove troverete altre utili informazioni su questo tema http://protezionecivilepd.ilcannocchiale.it/

 

Qui di seguito il testo integrale del parere di minoranza presentato in Commissione I e la mia successiva illustrazione.

Leggi tutto...
 
IL CASO RESCA: ORA ANCHE L'INCARICO PER BRERA

Roma, 20 gennaio 2010
Qui di seguito l'ultima interrogazione sul caso Resca da me presentata in Commissione Cultura.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01108

Atto n. 3-01108 (in Commissione)

Pubblicato il 14 gennaio 2010
Seduta n. 313

ADAMO , BOSONE , FRANCO Vittoria , GARAVAGLIA Mariapia , MARCUCCI , RUSCONI , VITA - Al Ministro per i beni e le attività culturali. -

Premesso che:

l'articolo 21 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 dicembre 2009, recante disposizioni urgenti di protezione civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 9 gennaio, attribuisce al dottor Mario Resca l'incarico di commissario delegato per la Pinacoteca di Brera a Milano, affidatogli al fine di porre in essere «i necessari ed urgenti interventi da porre in essere nello stabile monumentale del Palazzo di Brera (...) nell'ambito delle iniziative necessarie allo svolgimento del grande evento relativo al 150° Anniversario dell'Unità d'Italia»;

il dottor Mario Resca riveste la carica di Direttore generale alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico essendo stato assunto dal Ministero per i beni e le attività culturali - come specificato dal Ministro stesso nella risposta ad un'interrogazione presentata alla Camera dei deputati dall'onorevole Giulietti - tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi di quanto stabilito nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

il dottor Mario Resca risulta essere a tutt'oggi membro del Consiglio di amministrazione del gruppo Mondadori, la cui holding operativa la società Electa, concorre alla gestione di servizi in alcuni poli museali strategici;

in data 18 novembre 2009 i senatori Adamo, Vita e Vittoria Franco hanno presentato un'interrogazione - senza peraltro ricevere ancora alcuna risposta - sul cumulo di cariche e sulla situazione sopra descritta di conflitto di interessi in cui si trova il dottor Mario Resca;

a ciò si aggiunga che il dottor Mario Resca è altresì Presidente in carica di Finbieticola Casei, società creata per dismettere lo zuccherificio di Casei Gerola (Pavia) al fine di reinvestire il ricavato in un’attività industriale sostitutiva e di gestire anche una cifra consistente di finanziamenti da parte dell'Unione europea per tale operazione di bonifica industriale;

a questa situazione si aggiunge la già citata nomina di Mario Resca a Commissario delegato per la Pinacoteca di Brera, con dei compiti operativi a giudizio degli interroganti alquanto indeterminati e vaghi, dal momento che dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - come ricordano anche in un'interrogazione sullo stesso tema alla Camera le onorevoli De Biasi e Ghizzoni - si evince con chiarezza solo la possibilità di avvalersi di soggetti attuatori e consulenze tecniche per le quali si registreranno ulteriori oneri per le casse dello Stato;

considerato inoltre che:

come si apprende da un comunicato ufficiale del Coordinamento nazionale UIL beni e attività culturali, la retribuzione del dottor Resca per l'incarico di Commissario delegato ammonterà a circa 2 milioni e mezzo di euro;

come si apprende dalle medesime fonti sindacali, in qualità di Direttore generale del Ministero il compenso del dottor Mario Resca ammonta a circa 160.000 euro annui;

il comma 3 dell'articolo 22 del decreto di delega autorizza il dottor Mario Resca a richiedere l'apertura di un'apposita contabilità speciale a lui intestata;

il comma 5 dell'articolo 21 del suddetto decreto autorizza lo stesso Commissario delegato ad avvalersi di soggetti attuatori e consulenze tecniche con un compenso «non superiore al 50 per cento» di quello spettante al direttore dei lavori e al Commissario delegato stesso,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga incompatibili e in conflitto tra loro l’attuale funzione svolta presso il Ministero dal dottor Mario Resca - funzione che peraltro prevede decisioni e controllo sulle attività e i servizi dei grandi musei - e il ruolo, ancora ricoperto, di amministratore di Mondadori;

in quale modo il Governo ritenga compatibili le esigenze di risparmio, da ultimo ribadite con decisi tagli al bilancio del Ministero nella legge finanziaria per il 2010, con le elevate retribuzioni attribuite ad una singola persona, in virtù di compiti la cui necessità e straordinarietà sfuggono agli interroganti;

come ritenga altresì compatibili le suddette esigenze di risparmio - più volte proclamate - con i costi che deriveranno dal finanziamento di quest'ennesima struttura commissariale creata per la gestione della Pinacoteca di Brera;

se non ritengano che sarebbe necessario affidare l'incarico di Commissario delegato per la Pinacoteca di Brera ad altro dirigente pubblico al fine di superare le criticità evidenziate in premessa.

Per approfondimenti

Articolo Unità del 19/12/09

Prima interrogazione del novembre 2009

 
COMMISSIONE GIUSTIZIA BOCCIA EMENDAMENTO CHIESTO DAL COMUNE DI MILANO ALLA LEGGE SUL PROCESSO BREVE
Roma, 17 dicembre 2009


La commissione Giustizia boccia l’emendamento chiesto dal Comune di Milano alla legge sul processo breve: per il Governo Berlusconi la truffa a danno dello Stato non è un reato grave e non desta allarme sociale.
Nemmeno il voto unanime del Consiglio Comunale di Milano, preoccupato per gli effetti negativi nel processo sui Derivati e per il relativo danno economico, è bastato a convincere il Governo e il Centrodestra ad accogliere un emendamento al testo sul processo breve. La truffa a danno dello Stato resta tra i reati che non destano allarme sociale. In senso opposto tre emendamenti: uno a mia firma, un altro del collega PDL Caruso e persino uno del presidente della Commissione Berselli. Il Governo ha chiesto prima il ritiro e poi ha comunque invitato alla bocciatura, cosa puntualmente avvenuta.
Il Governo si è riservato un ripensamento in aula, vedremo. Quello che è sicuro è che tutti i senatori milanesi del PD, ma anche molti della maggioranza, in aula daranno battaglia anche su questo punto, convinti di fare il bene della nostra città.

Marilena Adamo

 
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I LAVORI AL SENATO


Qui di seguito i collegamenti alle pagine dei documenti presentati ad oggi, che vedono Marilena Adamo firmatario e/o co-firmatario


Iniziativa legislativa
Ha presentato come primo firmatario i DDL
Ha presentato come cofirmatario i DDL

Interventi su DDL

È intervenuta sui Disegni di legge
Presentazione di documenti
Atti di indirizzo e rapporto di fiducia
Atti di Sindacato Ispettivo
Documenti attinenti il funzionamento del Senato


Interventi in Commissione
Interventi nella Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari
Interventi nella 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) Interventi nella 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)

 
 
Sito ufficiale di Marilena Adamo - Senatore della Repubblica - Gruppo PD