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4 ottobre 2006 - Il Giorno, cronaca di Milano
Marilena Adamo
Questo lo
spirito della nuova fase aperta dal centrosinistra con il governo Prodi e
l’attivazione del Tavolo per Milano, in cui Sindaco di Milano, Presidente della
Provincia e della Regione siedono insieme al Governo che ha voluto, per la
prima volta nella nostra storia, istituzionalizzarlo con un decreto.
Questo
spirito sembra entrare in crisi di fronte alla finanziaria, a sentire le prime
reazioni del sindaco Moratti e di Formigoni, che parlano di “tradimento”.
Occorre
riportare il dibattito agli elementi di realtà indispensabili e ricordare, non
per spirito polemico, che con i cinque anni precedenti di governo Berlusconi,
di cui era autorevole ministro proprio l’attuale Sindaco, si sono fatte tante
promesse, ma nessun fatto.
Chi non
ricorda la favola dei 192 milioni per Milano annunciati in ogni finanziaria e
mai visti, con grave imbarazzo dell’allora sindaco Albertini?
Oggi per
Milano e la sua grande area sono previste e finanziate due tratte di
metropolitana, la
Pedemontana, l’Agenzia per l’Innovazione, la Biblioteca europea,
l’Expo.
Per la
prima volta da anni i primi fatti, che permetteranno di aprire cantieri,
funzioni per lo sviluppo che daranno rinnovato ruolo nazionale e internazionale
a Milano. Impegni sulla sicurezza, a partire dal fondo di 4 milioni di euro per
la sicurezza delle donne e il contrasto alla violenza, ottenuto dalla ministra
Pollastrini che permetterà di sostenere i progetti di Milano, come concordato
con la stessa Moratti.
Si può
fare di più?
Si può
tentare di rimontare ulteriormente tanti anni persi e guasti prodotti solo con
la finanziaria 2007?
Questa è
la domanda seria e responsabile che tutti sono chiamati a porsi, che è chiamata
a porsi Milano quando rivendica un ruolo nazionale.
Abbiamo
sentito invece contrapposizioni stantie Nord-Sud, un centrodestra che chiama
alla piazza e nega l’evidenza.
L’augurio
è che il Sindaco non ascolti queste sirene, che la invitano a strumentalizzare
il suo ruolo per mera contrapposizione politica, tenga stretta la sua fascia
tricolore perché i milanesi, che hanno apprezzato le sue aperture alla
collaborazione interistituzionale, non la seguirebbero più.
Marilena Adamo
Capogruppo dell’Ulivo in
Consiglio Comunale
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