|
Milano, 11 Maggio 2007
L’Unione in zona 6
(Ticinese) ha approvato questa dichiarazione in merito al kit antidroga
che condividiamo e vi facciamo pervenire:
“Eravamo, e siamo
tuttora, fortemente contrari
all’iniziativa del Kit antidroga.
A parte ogni
considerazione sui retroscena di questa iniziativa che era, e sono, poco chiari
(all’inizio era una idea nata dal consiglio di Zona, poi veniva coinvolto
l’Assessorato alla Sanità – Assessore De Alberti di A.N. – in fine
leggiamo dalla stampa che l’Assessore alla sanità risulterebbe il promotore
) e considerando che il vero assessorato che avrebbe dovuto avere competenza, quello
dell’Assessore Moioli di
F.I. non è stata nemmeno informata, dopo gli interventi dei vari operatori del settore
ribadiamo il nostro fermo NO ad una iniziativa demagogica e inutile, o
meglio, inutile proprio perché demagogica.
Partendo dal presupposto
che chi ricorre a sostanze stupefacenti lo fa principalmente per
nascondere una debolezza e una fragilità psicologica spesso frutto
di isolamento o di incapacità di comunicare, ciò di cui avrebbero bisogno
non è un’indagine
da servizi segreti, ma dialogo e
sostegno in primo luogo proprio dalla famiglia.
Trasformare
invece la famiglia
in un soggetto indagatore che spera di risolvere gli
effetti
dell’incomunicabilità con un
esame delle urine è, oltre che inutile, dannoso per il giovane e per la
famiglia stessa.
Se
l’accertamento darà esito
negativo, ciò che rimarrà al giovane sarà il fatto che i
genitori non gli hanno creduto con le ovvie ricadute negative nei rapporti
famigliari.
Se darà esito
positivo, quale soluzione viene prospettata ai genitori? E quale dialogo
si potrà mai aprire all’interno della famiglia?
Direte che, come
al solito, noi critichiamo ma non proponiamo, ma sapete bene che così
non è perché, proprio per questa iniziativa, avevamo proposto che i
soldi andassero al tavolo sul
disagio giovanile che, ovviamente, a voi
non interessa perché è più
importante far parlare la stampa, peraltro senza tanto
successo, piuttosto che
fare una cosa davvero
utile. Ma tant’è, ci siamo abituati!
In una città
dove si fa solo propaganda politica (come la manifestazione sulla sicurezza),
dove le politiche comunali di contrasto alla droga sono insufficienti, dove i
SERT rischiano di annegare nel mare di richieste di aiuto, dove
le politiche giovanili
sono completamente assenti, dove il
Sindaco non ritiene
suo dovere, a proposito di droga,
intervenire sullo scandalo della SOGEMI
e dell’Ortomercato, vero centro di smistamento della droga, dove, infine, il
Sindaco afferma pubblicamente che darà i soldi solo a quelle
comunità che, sostenendo la legge Fini-Giovanardi, non
credono alle politiche della riduzione del danno e che non
distinguono tra droghe pesanti e droghe leggere, che fine farà il KIT e i suoi
magici risultati?
Cosa direte mai alle famiglie che scoprono di avere un
figlio che fuma o si droga?”
Marilena Adamo, Capogruppo Ulivo
|