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Concordo e aderisco a questo comunicato di Barbara Pollastrini.
Marilena Adamo
4 gennaio 2008
Si
discute molto di laicità, diritti civili e temi eticamente sensibili. Lo si fa
sui giornali, con saggi, nelle istituzioni, nei partiti. Lo fanno le religioni.
Lo fa la Chiesa
cattolica. E ovviamente la politica. Dico, Cus, testamento biologico,
fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza, rispetto
dell’orientamento sessuale e lotta all’omofobia, il grande capitolo della
convivenza: da mesi sono alcuni temi del confronto politico e pubblico. Per
molte ragioni è una discussione inevitabile. Quegli argomenti, infatti,
alludono a domande di “senso” fondamentali per la democrazia e per l’autonomia
della politica. Per classi dirigenti che sentano l’onere di contribuire a una
nuova etica pubblica. Questa discussione ovviamente accompagna, e per certi
versi scandisce, la nascita del Partito Democratico. Ne interroga scelte e cultura
politica. Pensiamo sia una riflessione strategica per l’avvenire del progetto.
E però scorgiamo una sovrapposizione di concetti che ci preoccupa. Il punto è
che si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per
tematiche etiche. L’effetto è che l’estensione arbitraria, o comunque non
sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende più
confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il
centrosinistra. A questa difficoltà se ne somma una seconda legata al processo
costituente del Partito Democratico. La riassumiamo così. Quale dev’essere, o
può ragionevolmente diventare, l’equilibrio tra il pluralismo delle posizioni
interne al nuovo partito e la scelta dei principi costitutivi che definiscono
oggi la cultura politica delle Democratiche e dei Democratici? Su questo piano
confessiamo la nostra inquietudine. Guardiamo ad esempio con qualche timore a
posizioni, certamente minoritarie nel Pd e nella società italiana, che
restituiscono all’omosessualità una patente di malattia da curare. Più in
generale viviamo come un limite la difficoltà del nuovo partito di elaborare
sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilità del singolo,
una chiave indispensabile della propria identità. Il che non equivale
all’imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige
appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e
l’azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernità. Ne indichiamo
alcuni. I diritti umani e civili. Il valore della Persona, la sua libertà e
responsabilità. L’autonomia femminile. L’indipendenza e lo spirito di cautela
della scienza. La cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di
discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza
religiosa o culturale, di orientamento sessuale. Crediamo che questi temi siano
determinanti per la crescita economica e civile dell’Italia e sentiamo il
dovere di alimentare questa discussione nel processo costituente del nuovo
partito. Intendiamo farlo nel rispetto delle regole che il nuovo statuto
definirà. Non sappiamo quindi se si tratterà di un forum, di un associazione o
di altro. Ma è comunque sulla base di un’esigenza di confronto, approfondimento
e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo incontro su questi temi e
sul percorso da avviare. Incontro che terremo al più presto (luogo e data
verranno definiti nei prossimi giorni, anche sulla base delle disponibilità dei
firmatari di questo appello).
Barbara Pollastrini
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