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IL GOVERNO E IL CENTRODESTRA SACRIFICANO MILANO SULL’ALTARE DEL PROCESSO BREVE |
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DEGLI INTERESSI DI BERLUSCONI
Roma, 19 gennaio 2010
Non c’è stato nulla
da fare. Altro che dialogo: il testo del cosiddetto processo breve è stato
intoccabile, inemendabile, non migliorabile in nessun punto.
Moltissimi nostri
emendamenti volevano limitare il danno ed entravano decisamente nel merito.
In particolare io e
tanti senatori milanesi abbiamo raccolto le preoccupazioni di Milano, del suo
Consiglio comunale e del Sindaco, sulle ricadute per il processo Derivati e sul
risarcimento di 100 milioni di Euro al Comune, cioè ai milanesi. Anche se la
legge è migliorata nell’ultima versione, la norma transitoria, quella che serve
ad “estinguere” i processi di Berlusconi, rischia comunque di mettere a rischio
la sostanza del processo sui derivati. Per questo abbiamo insistito con un
emendamento, marginale rispetto all’obiettivo. Ma il patto di maggioranza che la
tiene insieme con difficoltà sempre più evidente ha sancito l’intangibilità su
tutto, i senatori di centrodestra che si erano permessi di fare emendamenti sono
stati costretti a ritirarli. Berlusconi ha preteso “la prova d’amore” con buona
pace del sindaco Moratti e dei milanesi.
Marilena Adamo
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