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Roma, 28 gennaio 2011
Presidente, ora
basta. Si dimetta adesso. Liberi l'Italia dall'imbarazzo.
Lo
spettacolo indecoroso che sta offrendo al mondo intero non è degno di un
Paese civile.
Ciò
a cui stiamo assistendo supera ogni limite, in un decadimento dei costumi e della
morale pubblica, a cui pure ci aveva tristemente abituato, che oggi precipita
all'estremo della prostituzione minorile.
E'
intollerabile che i suoi comportamenti la espongano all'accusa di essere il
diretto protagonista ed impresario del set degradante che ci ha già propinato
in decenni di trash televisivo.
Ed
altrettanto intollerabile è che proprio lei, che a parole sbandiera il
primato del merito e della famiglia, nei fatti cerchi solo un patetico
acquisto di favori sessuali, riducendo le donne a merce e oggetto di scambio.
Le
donne di questo Paese sono altro: sono talento, lavoro, impegno, fatica,
bellezza, cuore, passione, dignità e serietà.
In
nome della nostra dignità e serietà, esigiamo rispetto.
Ora
basta. Si dimetta. Liberi l'Italia da questo imbarazzo. FIRMA ANCHE TU
Ho aperto con l'appello che insieme a
tante ho sottoscritto perché non c'è scampo in questo Paese, non si può fare
a meno di occuparsi di Berlusconi, perché lui, purtroppo, si occupa di noi.......
Certo, lo sappiamo tutti, i problemi
del Paese sono altri. Solo in questo mese abbiamo avuto una vicenda di
estrema importanza, il referendum tra i lavoratori della Fiat, specchio e
simbolo di questioni che urgono per l'Italia e non solo; sul voto al
cosiddetto "Federalismo municipale" si giocherà forse la legislatura, nonché
la tenuta del welfare locale; se alziamo
appena lo sguardo dalle nostre miserie e guardiamo al Nord Africa o
all'Albania, vediamo i fermenti rivoluzionari che possono avere sbocchi
diversi e comunque cambieranno la geografia politica del mediterraneo,
insomma ad un passo da casa.
E allora di questo dobbiamo
occuparci, non delle abitudini sessuali del premier, dicono in tanti!
Ma non è possibile, perché la figura
e il ruolo di B. sono ormai vistosamente ostacolo, in senso pre-politico, ad
una normale dialettica, al funzionamento stesso delle istituzioni,, lo
strumento appunto per "occuparsene".
Siamo oltre il fatto che è "unfit",
inadeguato a svolgere la sua funzione e rappresentare il Paese, tanto più
adesso, momento in cui ci sono da prendere grandi decisioni strategiche.
Siamo oltre.
Chi abbia avuto modo di vedere i due
videomessaggi mandati dal premier alle sue TV, modello Ceausescu, e
necessariamente riprese da tutti gli organi di stampa, chi l'abbia sentito
dare le patetiche giustificazioni sulla telefonata in questura per liberare
la nipote di Mubarak o riaffermare l'antica amicizia con Lele Mora, o
promettere la "punizione" dei giudici, ne ha avuto abbastanza.
Senza più bisogno delle agghiaccianti
intercettazioni, dell'opinionismo incrociato sulla morale diversa dalla
politica e diversa a sua volta dalla legge.
Non c'è bisogno d'altro per capire
che aveva ragione sua moglie: è un uomo malato, che ha perso il senso
della realtà, del bene e del male, schiavo dei suoi vizi, in un delirio
di onnipotenza, ricattato e ricattabile, e per ciò stesso pericoloso.
Pericoloso per tutti, e per questo se ne deve andare. Pericoloso anche per il
PDL e la Lega
che continuano in una difesa sempre più insostenibile, avvallando la sua
risibile "altra verità" contro ogni evidenza, permettendo uno
scontro istituzionale senza precedenti e soprattutto trascinando da 7 mesi un
governo che non governa, ma sopravvive a se stesso. Trascineranno se stessi
con lui e, insieme a loro, l'intero Paese, se gli italiani, donne e uomini
non reagiranno.
È questo il senso della campagna
avviata in tutt'Italia, non certo una campagna moralistica, come dice qualcuno,
ma tutta politica.
Riguarda solo le donne tutto ciò?
Certo che no. Eppure ci chiama in causa prima di tutte a dire che le donne
vivono anche un'offesa diretta, più bruciante, intollerabile e soprattutto a
dire che un'altra Italia, un'altra storia è possibile (Apri
Manifestazione di Sabato 29 gennaio 2011).
Un'altra storia è possibile e
l'alternativa c'è. Questo ha detto anche Movimento democratico al Lingotto
parlando non solo al PD, ma appunto all'Italia (Relazione Veltroni - tutti gli
interventi). Se
infatti, a fronte della totale perdita di credibilità del Premier confermata
dai sondaggi, non si registrano sostanziali aumenti di intenzionalità di voto
per il Pd, o per le altre opposizioni, con l'aumento invece della fascia di
astensionismo, significa che gli italiani sulle grandi questioni che
li preoccupano, precarietà, salari, sviluppo, garanzie sociali, insomma sulla
paura per il futuro che esprimono, non vedono alternative credibili,
prevale sfiducia e disincanto: il peggiore dei mali.
Per questo credo che quell'incontro
sia stato utile, al PD e agli italiani perché ha messo in campo 5 proposte
concrete e percorribili in un progetto per l'Italia, tutto in avanti, non
conservatore in senso puramente difensivo, ma radicalmente riformista.
"... dobbiamo darci una nostra Agenda 2020, un pacchetto di riforme
chiare e precise che, nell'arco di un decennio, consentano risanamento
finanziario e dimezzamento del debito, crescita sostenuta dall'aumento della
produttività, in un contesto di maggiore giustizia sociale e di sostenibilità
ambientale":
- Abbattere il debito, per crescere e garantire diritti
- Stabilità e garanzie nel lavoro per i giovani contro la precarietà
- Un fisco a favore dei giovani delle partite iva, delle donne, delle
famiglie
- Ambiente e patrimonio artistico come campo prioritario di ricerca,
innovazione, investimenti
- Nuove relazioni industriali e nuove relazioni sindacali, partecipazione dei
lavoratori alle scelte strategiche delle aziende.
Su ciascuno di questi punti ci sono
specifiche iniziative di legge che contengono proposte concrete e
immediatamente praticabili. Ci si obbietta: ma con quali risorse realizzare
tutto ciò? Le riforme, gli investimenti costano! La
proposta di un contributo straordinario triennale da chiedere a quel 10% di
italiani che possiede un patrimonio pari al 45% delle ricchezze del Paese, è
una via da percorrere velocemente perché il divario sociale non è solo
socialmente ingiusto, ma anche economicamente pericoloso. Queste entrate
straordinarie sono necessarie per ridurre il debito e liberare così risorse
per sostenere la formazione, la ricerca, l'innovazione, strada maestra
seguita in tutta Europa, tranne che in Italia, per far ripartire l'economia.
Ma c'è un'altra condizione più politica per rendere credibile un Progetto
riformista ed è la legalità come scelta e valore, sia in riferimento alla
lotta senza quartiere alla criminalità organizzata che al rispetto delle
regole garantito da istituzioni credibili, trasparenti, vicine ai cittadini.
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NOTIZIE DAL SENATO
FEDERALISMO
FISCALE: QUALCHE PRECISAZIONE
In
queste settimane si sta parlando molto del federalismo fiscale e di come
questo possa influire sul futuro del Governo Berlusconi. Il tema, si sa,
costituisce la principale battaglia politica della Lega e non è irragionevole
pensare che da esso possa dipendere, infine, la tenuta dell'intero Governo. O
quantomeno è il tema che la
Lega ha scelto nella sua comunicazione con l'elettorato
come strumento per decidere se, quando e come far cadere il Governo.
Considerato l'uso strumentale che del tema si sta facendo in questi giorni, è
forse opportuno, per amore di verità e per i pochi che si interessassero,
come me, ai contenuti, chiarire alcuni passaggi e ricostruire sinteticamente
l'intero percorso che ha condotto al dibattito di questi giorni.
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Relazione
di minoranza Barbolini (Pd-Camera)
DDL ADAMO SULLA MEDIAZIONE FAMILIARE
Ho
recentemente presentato una proposta di legge A.S.2203
che riconosce la figura professionale del mediatore familiare, dopo più di un
anno di confronto con l'associazionismo professionale interessato.
Il mio
interesse per questa figura, finora non normata in Italia a differenza di
altri paese Europei, in particolare la Francia, nasce dalla bella esperienza che ho
avuto modo di conoscere a Milano del servizio Ge.A-Genitori Ancora, fin dalla
sua nascita alla fine degli anni '80. Allora un gruppo di professionisti,
ricordo per tutti Fulvio Scaparro e Irene Bernardini, diedero vita prima ad
un'associazione di e per genitori separati e poi ad un vero e proprio
servizio pubblico che l'allora giunta comunale sostenne e che oggi langue
purtroppo tra i servizi dimenticati dal Comune di Milano, come tanti
d'avanguardia. L'obiettivo allora come oggi, almeno secondo me, della
mediazione familiare, non è quello di salvare a tutti i costi un matrimonio o
un rapporto di coppia (se ci si riesce, meglio naturalmente), ma di sostenere
chi si separa o divorzia nel mantenere una piena funzione genitoriale,
nell'interesse dei bambini. Sono loro infatti troppe volte lo strumento
per ricatti economici o sentimentali tra i coniugi, più o meno consapevoli,
pagandone gravi conseguenze sul piano psicologico. Leggi
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NOMINA DIRETTORE ASL MI1
Nomina inopportuna
del Direttore dell'ASL Milano 1,
in odore di 'ndrangheta
Intervento in aula, CS Adamo e Interrogazione
MILLEPROROGHE: ADAMO, "ESTENDERE L'ACCESSO AL FONDO
VITTIME DELL'USURA"
L'accesso al Fondo
vittime dell' 'usura' dovrà essere esteso anche alle famiglie e ai semplici
cittadini. E' quanto propongono in un emendamento al decreto Milleproroghe
presentato oggi in Commissione Affari Costituzionali, i senatori Adamo,
Lauro (PDL), Della Monica, Incostante, Armato, Musso De Sena, Serra
(UDC)". Leggi
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APPROFONDIMENTI
CASO
FIAT
Veltroni: Le tre condizioni del Sì a Marchionne - La
Stampa
Bersani: Ora regole su
rappresentanza e quadro chiaro su settore auto
Bersani: relazione Direzione nazionale PD
Passoni: Fiat, adesso bisogna andare avanti
LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Le tre recenti puntate delle Leggi ad personam
Il comunicato della Consulta
L'approfondimento sulla pregiudiziale presentata dal
gruppo PD al Senato
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