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Roma, 9 febbraio 2010
Augusto Pozzoli - Il Fatto Quotidiano Online - Vai alla fonte
Mariastella Gelmini, il ministro della Scuola e
dell’università, troppo spesso distratta e disinvolta. Da tante cause
che nulla hanno a che fare col suo ministero. Come quando scende
nell’agone delle polemiche che scoppiano su Berlusconi e i suoi sostenitori. L’ultima volta per difendere Minzolini, il direttore del Tg1 sotto tiro per aver attaccato i colleghi del Tg3. “Gli attacchi che la sinistra e i suoi giornalisti hanno rivolto al direttore Minzolini – esordisce la Gelmini nel comunicato 040211 dello scorso 4 febbraio – sono ipocriti e strumentali”.
E via con tutte le battute che su questa vicenda hanno sviluppato gli
indomiti difensori del premier. Ormai però questo attivismo del ministro
del Miur per farsi sentire nel coro della difesa ad oltranza della sua parte politica
da qualche tempo è diventata una costante. Comunicati della Gelmini si
sono letti per difendere il capo nella vicenda Ruby, o per dimostrare la
propria solidarietà nei confronti dei colleghi di governo Bondi e
Frattini. La Gelmini in quanto ministro rappresenta la scuola e
l’università. E come tale dovrebbe avere l’ambizione di essere il più
possibile super partes e dimostrare che quelli sono i mondi a cui si
dedica. Ma in questo modo così non è, sempre più si fa notare come uno
dei supporter più fedeli del capo.
Un’attività peraltro svolta con una indiscussa disinvoltura : i
comunicati con cui fa sentire la propria voce sono infatti scritti su
carta intestata Miur e sono firmati ufficio stampa. Del Miur ovviamente.
Come a dire che per farsi la propaganda non paga di tasca propria, ma utilizza una struttura pubblica pagata coi soldi di tutti.
Come l’assessore che usa l’auto blu per andare a fare un comizio. Una
disinvoltura che non sta passando inosservata, tanto da indurre la
senatrice Marilena Adamo e alcuni colleghi parlamentari
del Pd a rivolgere un’interrogazione indirizzata appunto alla stessa
Gelmini e al collega di governo Brunetta in cui si legge:
“Da segnalazioni di cittadini, apprendiamo che il ministro
dell’Istruzione utilizzerebbe strumenti del ministero, segnatamente
l’ufficio stampa, per intervenire direttamente nella polemica politica
di questi giorni, per cui circolerebbero comunicati e prese di posizione
a esempio sul cosiddetto Rubygate o sull’operato della magistratura con
l’intestazione Miur. I sottoscritti senatori, interrogano il
ministro dell’Istruzione e il ministro della Funzione Pubblica per
sapere se ritengono corretto e legittimo questo comportamento, sia dal
punto di vista della distinzione tra ruoli istituzionali e politica che da quello del corretto utilizzo delle risorse pubbliche
e se intendano mettere fine ad una prassi tanto più discutibile in
quanto interessa il ministero cui guardano insegnanti e studenti”.
Leggi il testo completo dell'interrogazione
Interrogazione S.3/01906
ADAMO, BASTICO, BAIO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e
della ricerca e per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Premesso che:
da recenti notizie a mezzo stampa
nonché da segnalazioni provenienti da alcuni cittadini si apprende che
il Ministro dell'istruzione utilizzerebbe strumenti del Ministero,
segnatamente l'Ufficio stampa, per intervenire direttamente nella
polemica politica di questi giorni attraverso delle dichiarazioni;
suddette
dichiarazioni, sotto forma di comunicati stampa recanti come
intestazione "Ministero dell'Istruzione, dell'università e della
ricerca", contengono esplicite prese di posizione, ad esempio sul
cosiddetto Rubygate o sull'operato della magistratura;
all'interno
di un comunicato datato 4 febbraio 2011, diffuso su carta intestata del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) e
recante la denominazione "Dichiarazione del Ministro Mariastella
Gelmini", il Ministro si premura di valutare la qualità e il tenore
politico dei servizi di due importanti telegiornali nazionali, quali il
Tg1 e il Tg3,
si chiede si sapere:
se
i Ministri in indirizzo ritengano corretto e legittimo questo
comportamento, sia dal punto di vista della distinzione tra ruoli
istituzionali e ruoli politici che da quello del corretto utilizzo delle
risorse e degli uffici pubblici;
se
intendano adottare tutte le misure atte a porre termine ad una prassi
tanto più discutibile in quanto riscontrabile nell'operato del MIUR,
Ministero preposto a gestire un aspetto tanto delicato quale la
formazione e l'istruzione di milioni di studenti.
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