Legislatura
16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 510 del 26/02/2011
ADAMO (PD). Signor Presidente, desidero svolgere
solo una sostanziale considerazione, che ha a che vedere con il fatto che
concludiamo oggi una pagina non bella della nostra storia parlamentare, e in
particolare, ancora una volta, dei rapporti tra questo ramo del Parlamento e il
Governo.
Il senatore Morando ha giustamente ricordato alcuni
miglioramenti che si sono avuti con il passaggio alla Camera dopo il forte
richiamo del Presidente della Repubblica, richiamo del quale il nostro
Presidente del Consiglio extramoenia - perché ormai abbiamo un
Presidente del Consiglio che non frequenta le nostre Aule e non parla a Palazzo
Chigi: parla in luoghi diversi e svolge la sua attività nei suoi palazzi, di
diverso genere - ha dato la colpa al Parlamento. Ebbene, insieme al senatore
Ceccanti voglio ribadire che è colpa del Governo.
Infatti, abbiamo consumato quasi tutto il tempo prima
della scadenza del decreto in questa nostra Aula e nel lavoro che ha preceduto,
in una attività importante svolta in Commissione dove abbiamo rivendicato, e in
parte ottenuto, la trasparenza del percorso, ma poi abbiamo visto - e ci ha
fatto perdere tanto tempo - i problemi che ha avuto la maggioranza nei rapporti
con il Governo: abbiamo visto senatori utilizzati come portavoce del Governo,
nel presentare emendamenti che rispondevano non ad una elaborazione di questa
Assemblea, bensì ad esigenze del Governo.
Questo ha messo poi il Presidente della Repubblica nelle
condizioni di dover rimarcare che non c'era più il tempo, né per l'altra
Camera, né per lui stesso, per un intervento di merito.
Questo è cosa grave, che ci ha portato ad una situazione
di ricatto e ad una cattiva legislazione. A questo proposito, resta aperto il
problema della gerarchia delle fonti e degli elementi di delegificazione che
restano in questo provvedimento, rispetto non solo al comma 2, di cui abbiamo
parlato diverse volte, ma anche alla proroga del Commissario dell'ANSAS e al
regolamento che viene istituito su tutto il tema della valutazione, tema che
era un punto centrale di questo Governo e su cui si fa tanta propaganda.
Concludo, signor Presidente, dicendo che ora il punto non
è più che cosa proroghiamo: il punto è perché proroghiamo, e proroghiamo cose
che sono oggetto di delega da due anni. Questo lo dico, signor Presidente,
colleghi, perché alla domanda «Lei è in grado di governare?» il Presidente extramoenia
risponde «Non c'è nessun altro che potrebbe governare meglio». Ebbene, qualche
rappresentante del Governo gli dica che chiunque saprebbe governare meglio!
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