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IL SINDACO MORATTI NASCONDE LA VERITA’ AI MILANESI CON UN BILANCIO CHE PROSCIUGA SEA, INDEBOLISCE ATM,
TAGLIA I SERVIZI, NON COLPISCE GLI SPRECHI
Documento a cura del gruppo consiliare PD
Milano, 7 marzo 2011
La situazione di Milano - Alcune cifre a riguardo:
- I trasferimenti statali nel 2010 sono stati di 499 milioni di euro;
- Nel 2011 sono diminuiti a 442 (- 57 milioni di euro a cui vanno aggiunti tagli dovuti al finanziamento al trasportopubblico – 40 ed alla fine del CIP 6 -60).
A regime (2014) questa legge, in sostituzione di trasferimenti statali, mette adisposizione del Comune di Milano:
- La compartecipazione Iva che vale circa 70 milioni di euro (*) e l’ IRPEF relativa agli immobili che vale circa 301 milioni di euro per un totale di 371 milioni.
Abbiamo quindi unosquilibrio di -128 milioni se riferitoal 2010 e di -71 se riferito al 2011.
Se non interverrà il fondo di perequazione il danno per Milano sarà notevole.
In questo fondo perequativo dovrebbero entrare i “fabbisogni standard”.
Per quanto riguarda la realtà di Milano è possibile immaginare l'introduzione del principio di “City User” e cioè l’idea che Milano è “usata” da molte persone che non vi risiedono. Un principio teoricamente condivisibile, dove il Comune di Milano pensa di recuperare almeno 270 milionidi euro, ma praticamente impossibile da realizzare.
La nuova IMU (chesostituirà l’ ICI), aumenterà considerevolmente l’aliquota che dal 4,9 passerà ad una aliquota standard del 7,6 e che dovrebbe portare a maggiori entrate quantificate in 160 milioni di euro, passando così dagli attuali 320 a 480 milioni di euro. Si tratta quindi di una vera nuova patrimoniale, che colpisce soprattutto le piccole imprese ed il commercio.
Partendo da Milano, abbiamo bisogno però di aprire una nuova stagione di vera autonomia degli Enti Locali basata sui pilastri della sussidiarietà e solidarietà.
Ma il tutto si deve basare su una seria riforma fiscale e sulla piena attuazione della carta costituzionale che per noi significa la realizzazione della Città Metropolitana.
Questa riforma fiscale avrebbe dovuto quindi prevedere provvedimenti fiscali ad hoc, che incentivassero la costituzione della Città Metropolitana.
Ma tutto ciò non è avvenuto e quindi per Milano si tratta di una grande occasione persa in partenza.
La normativa concernente il cosiddetto “Federalismo Municipale” rientra in quanto previsto al Capo III della legge 42 del 5 maggio 2009 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazioned ell'articolo 119 della Costituzione", che risulta compostada più parti:
Federalismo demaniale - Roma Capitale - Autonomia impositiva delle Regioni
Determinazione dei “Fabbisogni standard”:
il problema però è che calcolare correttamente i fabbisogni standard senza prima determinare "chi fa cosa" (attraverso la carta delle autonomie), senza fissare i livelli essenziali delle prestazioni (L.E.P.) e gli obiettivi di servizio è come costruire il tetto senza prima costruire le fondamenta e i muri perimetrali.
Il rischio è che i "fabbisogni standard" così calcolati possano essere facilmente impugnabili dagli enti penalizzati rendendo, di conseguenza, nullo l'effetto della riforma.
Federalismo municipale
Si tratta più modestamente di riordino dei tributi locali: il concetto di federalismo municipale non è previsto costituzionalmentein quanto gli Enti Locali non possono “creare” tasse; per di più non esisteneppure l’idea di autonomia e di sussidiarietà
il concetto di federalismo municipale non è previsto costituzionalmente in quanto gli Enti Locali non possono “creare” tasse; per di più non esiste neppure l’idea di autonomia e di sussidiarietà
In particolare questa legge è sbagliata perché:
a) il meccanismo è complicato e confuso e non fa capire al contribuentedove vanno a finire i soldi che versa allo Stato centrale
b) gran parte del finanziamento dei Comuni arriva dal Fondo Perequativo eda compartecipazioni (finanza derivata).
I soldi sono versati allo Stato chepoi li elargisce agli enti locali.
c) I Comuni perdono autonomia e dipendono sempre più dalle leggi finanziarie dello Stato.
Cosa cambierà?
- I contribuenti onesti vedranno aumentare le tasse (ADDIZIONALE IRPEF)
- I Comuni non turistici non avendo risorse adeguate, saranno costretti adaumentare il costo dei servizi.
- Si determinerà un aumento delle imposte per le attività produttive che dispongono di cespiti immobiliari in proprietà per effetto dell’IMU (che sostituirà l’ICI)
Proposte del Partito Democratico
- No all’addizionale IRPEF
- Il gettito dell’imposta di registro e bollo deve essere versato direttamente al Comune
- Recupero certo del gettito dell’ICI prima casa ai Comuni senza aggravio per i proprietari
- Introduzione di una nuova imposta sui servizi che sostituisca la Tarsu
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