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Roma, 16 settembre 2011
“Non
donna di province, ma bordello! Ahi serva Italia...”
Settecento anni
dopo, maestro Dante, ancora qui siamo, visto che nei blog dei nostri ragazzi
la nuova eroina nazionale è Manuela Arcuri, che disse di no al Cavaliere.
Faccendieri e puttane, paginate
infinite di giornali identiche a quelle di un anno fa, che non varrebbe
nemmeno la pena leggere, non fosse che intorno ruotano gli appalti di
Finmeccanica, piuttosto che della Protezione Civile, che quando gli elettori
tedeschi leggono le battute sulla Merkel, rischiano di crollare gli aiuti
della Bce, che intanto ieri, la
Camera ha votato la cinquantesima fiducia. “Nave sanza
nocchiere in gran tempesta!”
Il sentimento prevalente, ormai è
l'imbarazzo, la vergogna, che traspare sugli articoli di fondo di tutti i
grandi giornali italiani, con la richiesta di un cambio, di un nuovo
inizio. Non solo dal Pd e da tutta l'opposizione. Richieste analoghe salgono
da Confindustria e dalle altre organizzazioni delle parti sociali, non
solo dalla CGIL, persino da quei sindacati che fino a ieri sembravano
sostenere il governo. Parole simili leggiamo sul documento di Pisanu ed
altri, nelle dichiarazioni di quei sindaci leghisti che sfilano questa
mattina insieme a tutti gli altri per chiedere di cambiare la manovra.
La consapevolezza che quello che è in
gioco - in Italia e in Europa - è di portata storica, richiede il concorso di
tutti in nome del bene comune e dell'interesse generale, ben al di là delle
attuali contingenze, sembra essere penetrata nella consapevolezza dell'intero
Paese. Tranne che nella testa di Silvio Berlusconi e dei suoi accoliti, una
cricca legata solo da interessi personali. Infatti mentre si pronunciavano
queste parole, Berlusconi, di ritorno dall'imbarazzante visita europea
inventata per non rispondere ai magistrati sul perchè abbia regalato 500.000
euro in nero a Tarantini, si recava al Colle per "riferire". Ma
invece di parlare di manovra pare abbia chiesto ad un Presidente della
Repubblica allibito la firma per un decreto urgente sulle intercettazioni, per
impedire cioè la conoscenza di quanto si sono detti lui, Tarantini, Lavitola,
insomma tutta la bella squadra di faccendieri e puttanieri che sono i suoi
migliori amici. E nella stessa giornata la Camera dava l'ennesima fiducia e votava in
commissione contro la richiesta d'arresto per Milanese, mentre il Senato si
copriva di ridicolo associandosi nel conflitto di attribuzioni per il caso
Ruby (della serie, anche il Senato pensa che fosse la nipote di
Mubarak.....).
Così cresce l'Antipolitica ed è
inutile lamentarsi o lanciare grida di preoccupazione. Che ci sono, eccome.
Quando si vedono manifestazioni con la parola d'ordine “chiudere il
Parlamento”o i toni contro la famosa casta, dai parlamentari al consigliere
di circoscrizione, usati da testate come il Giornale o Libero, ci si deve
preoccupare davvero. Ma l'antipolitica è il prodotto di una classe politica
rissosa, inconcludente e autoreferenziale, mentre tutto il mondo intorno
chiede risposte rapide; nasce per l'intreccio tra politica e malaffare e soprattutto
se la politica si sente diversa e al di sopra dei cittadini. Nasce anche
quando il governo non governa e il parlamento non controlla. Ma siccome non
c'è speranza democratica senza la politica, la prima vera emergenza, la sfida
diretta soprattutto per il PD, è ridare alla politica la sua dignità di
servizio, di coraggio, di disinteresse.
LA MANOVRA. Dopo 4 versioni della manovra e il susseguirsi
delle ipotesi giornalistiche e dei veti incrociati all'interno di una
maggioranza che sta facendo pagare a tutti noi la sua agonia, è stata
approvata anche dalla Camera. A nulla sono valsi i richiami del Presidente al
confronto, la contromanovra del PD tradotta in emendamenti, la
richiesta delle parti sociali di essere ascoltate e la grande manifestazione
della CGIL in particolare, le proteste dei Comuni e delle Regioni.
Il testo non è cambiato, è rimasta
una manovra iniqua e, forse peggio, inutile:
- il contributo di solidarietà sopra
i 90.000 e 150.000 euro non c'è più se non per i pubblici dipendenti e,
raddoppiato, per i parlamentari; per tutti gli altri solo dopo i 300.000
euro, cioè per 30.000 contribuenti circa.
- niente patrimoniale, ma aumento di
un punto Iva = DEPRIMIAMO I CONSUMI.
- aumento della tassazione per le cooperative e per il settore
energetico = COLPIAMO I SETTORI PRODUTTIVI, scoraggiamo quelli
SOLIDARISTICI.
- anticipo pensione di anzianità ai
65 anni per le donne = NESSUNA RIFORMA, MA ANCORA LE DONNE
SACRIFICATE PER FAR CASSA.
- tagli agli Enti Locali solo in
parte compensati da un'entrata tutta da verificare = TASSE LOCALI,
CHIUSURA SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI.
- evasione fiscale: ripristinate le
norme di Padoa Schioppa cancellate tre anni fa, positivo,ma ABBIAMO PERSO
TRE ANNI E FAVORITO GLI EVASORI.
Potremmo continuare. Ma c'è un punto
particolare: siccome, anche se solo un poco, si è dovuto contraddire
l'elettorato più becero ed egoista del centrodestra, ecco la carota
dell'art.8 che non porta nulla in termini economici, ma sicuramente colpisce
i diritti dei lavoratori, i sindacati e la loro unità faticosamente
ricostruita con l'accordo del 28 Giugno, che rischiava di vanificare
l'ossessivo lavoro di divisione e isolamento della CGIL, stella polare del
ministro Sacconi. Di più, come ha giustamente fatto notare Ichino, se la
richiesta della BCE era di superare il dualismo del mercato del lavoro tra
garantiti e non garantiti, questa norma accentuerà ancora di più la
divisione, perchè non c'è nulla per stabilizzare il lavoro precario dei
giovani. Così ci saranno i garantiti, i poco garantiti e i non garantiti per
nulla!
Per questo, per la mancanza di scelte
strutturali (riforme tutte rinviate, compresi i cosiddetti costi della
politica), il nulla per la crescita e quindi il suo carattere
"recessivo", insistiamo nel dire che la manovra rischia di essere
ancora una volta peggio che iniqua e cioè inutile e già si parla di nuove
manovre in una spirale continua che abbiamo visto in Grecia. Eppure ormai è
chiaro quello che bisogna fare: mettere una patrimoniale straordinaria
per qualche anno finalizzata all'abbattimento del debito, dar vita ad un
nuovo patto sociale sul lavoro e le pensioni tutto rivolto a giovani e donne,
adottare misure per la crescita, alleggerendo la pressione fiscale su imprese
e salari, investire in innovazione e sapere, decidere finalmente le riforme
istituzionali che ci trasciniamo da tre legislature: dimezzamento dei
parlamentari con la trasformazione del Senato in Camera delle regioni,
riforma degli Enti locali (già pronta basta votarla) e nuova legge
elettorale.
Ci si chiede: ma si può fare in pochi
mesi quello che non si è fatto in anni? Sì, perchè non mancano certo studi,
proposte, leggi pronte. Manca la volontà di chi ancora si attarda a difendere
questa o quella corporazione, ma la maggioranza degli italiani ha capito e
appoggerebbe uno sforzo in questo senso se guidato da un governo credibile. E
torniamo al punto politico.
Marilena Adamo
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APPROFONDIMENTI SULLA MANOVRA ECONOMICA
Senato
Luigi Zanda - Dichiarazione di voto Pd sulla fiducia al
Senato - 7 settembre 2011
Enrico Morando - relatore di minoranza sulla manovra -
6 settembre 2011
Anna Finocchiaro - Intervento sul conflitto di
attribuzioni sul caso Ruby
Camera
Walter Veltroni - Dichiarazione di voto Pd sulla
fiducia - 14 settembre 2011
Dario Franceschini - Dichiarazione di voto finale
La contro-manovra
del PD, le misure per la crescita e quelle correttive
L’Italia di domani.
Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile
Le critiche alla manovra e la sintesi delle proposte
alternative nel decalogo PD
Chiara Saraceno - Il prezzo maggiore pagato dalle donne
- Repubblica
APPROFONDIMENTI
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RIFORME
Articolo
81 della costituzione
E' un impegno assunto dall'Italia
con gli altri partner europei lo scorso Marzo, quello di mettere in
costituzione o in una legge di valore ordinamentale il pareggio di
Bilancio. L'hanno fatto Germania, Francia e Spagna. E per quest'ultima non
è stato irrilevante come fattore di fiducia ai mercati per cui oggi sembra
avviata ad uscire dalla situazione di pericolo, mentre l'Italia vi è ancora
immersa. A cosa serve, ci si chiede? che bisogno c'è di mettere il
principio addirittura in costituzione? Serve a far capire a tutti che si fa
sul serio e che i sacrifici dell'oggi non saranno vanificati domani. Sui
modi, si può e si deve discutere, e proprio il modello spagnolo, il più
flessibile, può essere un buon esempio.
Perchè va riformato l'articolo 81, di Marilena Adamo,
il Riformista, 10 agosto 2011
NUMERO
DEI PARLAMENTARI
E' iniziato in prima commissione al
Senato, dopo un pressing incessante, l'esame del testo di legge Zanda
(PD) sulla riduzione dei Parlamentari, che prevede 400 Deputati e 200
Senatori. Non so se ce la faremo perchè è in arrivo un testo del
governo. Si dice che agiamo sull'onda emotiva della protesta. Vorrei
segnalare invece che il testo è stato depositato il 4 Novembre 2008. Certo
che sarebbe meglio fare la riforma del Bicameralismo e introdurre
finalmente il Senato delle regioni di cui si parla da tre legislature,
raccordare le scelte con la riforma degli Enti Locali, province comprese
(testo già pronto) e con il federalismo fiscale. Sarebbe meglio, ma almeno
facciamo l'indispensabile prima della fine della legislatura, che può non
arrivare alla scadenza del 2013: diminuzione di deputati e senatori,
tenendo conto che dal '46 ad oggi tanti poteri sono passati a Regioni e all'
Europa, e nuova legge elettorale. E se non si fa, ben venga il referendum
popolare!!
Testo Ddl Zanda e altri
Codice autonomie e città metropolitana (bozza testo
unificato)
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REFERENDUM:
APPELLO UFFICIALE AL VOTO, QUESITI E MATERIALI
Stefano Ceccanti: Passigli? Puro autolesionismo
Articolo Europa sul referendum elettorale
Walter Veltroni: Restiamo uniti contro il Porcellum
Articolo Repubblica
SABATO 17 SETTEMBRE IN PIAZZA S. BABILA ADAMO, CECCANTI, DALLA
CHIESA E CAMPIONE PER LA
RACCOLTA FIRME REFERENDUM ELETTORALE
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La raccolta delle firme per
l’abolizione del Porcellum, la legge elettorale Calderoli, prosegue con
successo ed entra nella sua settimana conclusiva anche a Milano.
Il gazebo permanente di piazza S.
Babila resterà a
disposizione dei milanesi che vogliano sottoscrivere il referendum fino a
domenica prossima 25 settembre. Domani, dalle 15 alle 16,
saranno in piazza per incontrare i cittadini la sen. Marilena Adamo, il
sen. Stefano Ceccanti, Nando Dalla Chiesa e Marco Campione.
ABBIAMO CHIESTO AL GOVERNO
MA QUANTO
ACCANIMENTO SU VIA PARAVIA!
Interrogazione al Ministro Gelmini sulla grave
situazione della Scuola di via Paravia a Milano
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