Roma, 15 febbraio 2012
L'annuale decreto "Proroga Termini", chiamato da
tutti, e con note ragioni, "Milleproroghe" è passato oggi al Senato
con la fiducia chiesta dal Governo che ha però recepito tutte le proposte
emerse dalle Commissioni, cioè il testo è parlamentare e non di Governo. E
questa non è una differenza da poco con il passato. Ci sono state poche
eccezioni, dovute alla non ammissibilità decisa però dal presidente Schifani e
non dal Governo tra cui un contributo urgente per i lavori alle guglie del
Duomo di Milano . Mi ci soffermo perché ci sono state polemiche riprese dalla
stampa ricordando che il contributo nazionale ai restauri del Duomo iniziato
con il Governo Prodi è stato interrotto proprio dal 2008 da Berlusconi,
nonostante la sua famosa passeggiata con relative promesse sulle terrazze.
Questo governo che aveva caldeggiato l'emendamento in
proposito non ha potuto che prendere atto, correttamente, della decisione di
Schifani e provvederà con un altro provvedimento che sosterremo. (piccola
malignità, Schifani non si è accorto del contributo alla Fondazione Padre Pio
di Pietrelcina...) Nel mio intervento ho voluto comunque riprendere la
necessità di superare lo strumento Milleproroghe per riportarlo alla sua
funzione originaria, come atto improrogabile del Governo rispetto a scadenze
effettivamente accertate. In realtà quest'anno il lavoro delle Commissioni si è
attenuto, oltre che al necessario rigore di Bilancio, anche alla opportunità di
superare alcune anomalie e incoerenze verificatesi nell'applicazione delle 4
manovre che si sono succedute, e di cui solo dell'ultima porta la titolarità
Monti, tutte contenenti riforme su diversi comparti e tutte a partire dal
1°gennaio 2012.
I Comuni, soprattutto quelli piccoli, erano in sofferenza
a questo proposito. Ma come sempre in queste occasioni si tende a soffermarsi
su quello che "non è passato" per lasciarlo a futura memoria. In
particolare ho voluto ricordare che come PD continueremo a porre, in ogni
occasione, la questione degli insegnanti che non possono andare in pensione se
non al 1°settembre, doppiamente penalizzati con il prolungamento dell'età in
seguito all'entrata in vigore della riforma (anche 11 mesi più degli altri con
uguale anzianità!!), come pure lo scomputo solo per la maternità obbligatoria e
non per quella facoltativa, mentre gli uomini mantengono i loro 12 mesi di
servizio militare. Va da sé il nostro voto a favore, e non solo perché è stata
chiesta la fiducia, ci sono nel provvedimento scelte importanti, da quelle che
sembrano di portata minore, come la deroga al patto per le assunzioni a termine
nei servizi educativi comunali (vedi commento successivo) a quelle strategiche
per il paese, come la proroga dell'autorizzazione al Governo e alla Banca d'Italia
a negoziare un prestito del FMI pari a 23 miliardi che si aggiungono ai fondi
europei in base agli accordi comunitari.
A questo link il testo del mio intervento
Dichiarazione finale di voto PD - Stefano Ceccanti
Testo definitivo approvato del DDL 3124
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