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Roma, 15 maggio 2012
Modificare l'articolo del ddl lavoro sulle dimissioni in bianco, in modo da rendere effettiva la tutela delle lavoratrici sottoposte a questo sopruso. E' l'appello lanciato dalle 40 senatrici elette a Palazzo Madama, appartenenti a tutti i gruppi. L'iniziativa e' stata presentata in una conferenza stampa in vista del voto sul ddl che comincera' stasera in commissione lavoro del Senato. Qui di seguito il testo integrale dell'appello Bipartisan.
Il fenomeno delle dimissioni in bianco, ovvero delle
dimissioni volontarie postdatate sottoscritte all`atto dell`assunzione al
lavoro e` diffuso su tutto il territorio nazionale e interessa numerosi
lavoratori e soprattutto lavoratrici.
La richiesta delle dimissioni firmate in bianco al momento
dell`assunzione, allo scopo di essere utilizzate successivamente per esempio
all`inizio di una gravidanza o nel caso di una lunga malattia, costituisce un
abuso grave, lesivo della dignità e dei diritti dei lavoratori dipendenti.
Diverse iniziative parlamentari sono state promosse e alla
Camera è in fase avanzata l`iter legislativo in materia di “Disciplina delle
modalità di sottoscrizione della lettera di dimissioni volontarie e della
lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro”, che vede un
confronto approfondito con l`intento condiviso di rendere più efficace la
normativa di contrasto.
Il Ministro del lavoro professoressa Fornero, in varie
occasioni parlamentari così come in pubblici convegni ha espresso la
consapevolezza del problema che ha stigmatizzato con forza e ha manifestato la
volontà di trovare una soluzione in tempi brevi affrontando l`argomento nel
disegno di legge sul mercato del lavoro. Sottolineando che tale pratica pesa
fortemente e negativamente sulla condizione lavorativa delle donne e sulla loro
stessa dignità, costituendo una vera e propria “devianza” dai principi di
libertà alla base della società civile.
L`art. 55 del ddl di riforma del mercato del lavoro
reintroduce nell`ordinamento il tema dell`abuso delle dimissioni in bianco
definendo procedure di contrasto. La prioritaria tutela della lavoratrice e/o
lavoratore viene affermata attraverso il rafforzamento del meccanismo della
convalida (già previsto obbligatoriamente per le lavoratrici madri dal decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, articolo 55), secondo una procedura
obbligatoria che il ddl del governo estende, portandola da un anno di vita del
bambino (attualmente previsto) fino a tre anni.
L`articolo 55 si espone tuttavia a molte osservazioni
critiche, che da più parti sono state avanzate, in primo luogo per le
difficoltà di lettura e di interpretazione che potrebbero aprire la strada a
più seri problemi di applicazione.
In particolare non emerge con chiarezza, l`accertabilità,
in tutte le fasi della procedura, della volonta` della lavoratrice e/o
lavoratore, che costituisce il presupposto essenziale per escludere ogni forma
di discriminazione.
Per tutte queste ragioni pensiamo che l`art. 55 possa
essere migliorato e ci impegneremo perché questo avvenga nel corso del
dibattito parlamentare.
Anna Maria Carloni, Marilena Adamo, Elisabetta Alberti
Casellati, Silvana Amati, Maria Antezza, Teresa Armato, Mariangela Bastico,
Teresa Bertuzzi, Dorina Bianchi, Laura Bianconi, Franca Biondelli, Tamara
Blazina, Rossana Boldi, Anna Bonfrisco, Franca Chiaromonte, Giuliana Carlino,
Silvia Della Monica, Franca Donaggio, Annarita Fioroni, Cinzia Fontana,
Vittoria Franco, Maria Ida Germontani, Rita Ghedini, Manuela Granaiola, Maria Fortuna
Incostante, Marina Magistrelli, Francesca Marinaro, Daniela Mazzuconi, Rosi
Mauro, Colomba Mongiello, Magda Negri, Leana Pignedoli, Adriana Poli Bortone,
Donatella Poretti, Luciana Sbarbati, Anna Maria Serafini, Albertina Soliani,
Ada Spadoni Urbani
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