| IL PD LOMBARDO PER L'ACQUA PUBBLICA |
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Milano, maggio 2010
Il PD Lombardo
dice no alla privatizzazione forzata dell'acqua, alla svendita ai privati
imposta per legge da Lega e PDL, agli aumenti delle tariffe previsti.
Il PD ha
combattuto in Parlamento contro le norme approvate da Lega e Pdl che portano ad
una privatizzazione
forzata dell’acqua nelle mani di poche grandi aziende lontane dai territori
e dai cittadini.
Il PD è vicino a
quanti combattono anche con il referendum contro la privatizzazione forzata
dell’acqua.
Il PD promuove la
raccolta di un milione di firme per una legge di iniziativa popolare che
preveda:
L’acqua è un bene pubblico e deve essere garantita a tutti.
Deve essere gestita secondo principi di equità, di solidarietà
e preservata nella disponibilità e nella qualità per le future generazioni.
Un patto per l’acqua pubblica
Il Partito democratico
si è opposto alle norme fatte approvare dal governo a colpi di fiducia e che spingono
verso una privatizzazione forzata togliendo agli enti locali la possibilità di
decidere e portando al rischio di monopoli privati nelle mani di poche grandi
aziende spesso del tutto estranee ai contesti territoriali in cui viene svolto
il servizio; norme presentate sotto il titolo di obblighi comunitari quando in
realtà non c’è alcun atto comunitario o sentenza europea che imponga di forzare
l’ingresso dei privati nel servizio idrico integrato.
Il Pd è contro il
disegno di privatizzazione forzata imposto dal governo ed è vicino a quanti lo
contrastano seguendo le diverse vie referendarie. La campagna per la raccolta
firme promossa dal forum acqua pubblica ha avuto il merito di portare questo
tema all’attenzione dell’opinione pubblica, e molti circoli del Pd si stanno
attivando per sostenerla e promuoverla in sinergia con i comitati territoriali.
Combattere, anche con il referendum contro la privatizzazione forzata
dell’acqua è una battaglia fondata, ma, valutando i possibili rischi e i limiti
dello strumento referendario, occorre
mettere in campo un’iniziativa politica su più fronti: ordini del giorno da
presentare nei Consigli comunali e provinciali; iniziative pubbliche di
informazione e sensibilizzazione sul tema; raccolta delle buona pratiche e
della esperienze amministrative del territorio lombardo per costruire insieme
un forum sull’acqua con l’obiettivo di contribuire alla definizione della
proposta di legge di iniziativa popolare che il segretario Bersani ha
annunciato nei giorni scorsi; la raccolta firme a sostegno della legge Pd.
Nel merito la nostra
posizione è chiara.
Il Pd vuole formulare
una proposta complessiva di gestione del servizio idrico integrato con un
percorso di costruzione di un progetto di legge partecipato, che coinvolga
amministratori locali e cittadini e che metta al centro la risorsa acqua per
sua natura pubblica, da rendere disponibile a tutti e da preservare per le
future generazioni.
L’acqua, infatti, è un
bene comune dell’umanità, un bene essenziale e insostituibile per la vita.
L’acqua non può che essere un bene pubblico e deve essere garantita a tutti nel
rispetto dei vincoli ambientali e al massimo livello di qualità, secondo
principi di equità e solidarietà e con criteri di sostenibilità per preservarne
la qualità e la disponibilità per le future generazioni.
L’acqua è quindi
necessariamente un bene pubblico e lo sono anche le infrastrutture del servizio
idrico che vanno gestite con criteri di efficienza ed economicità secondo
logiche industriali in grado di assicurare costi sostenibili e qualità del
servizio.
L’acqua è un bene scarso
e va preservata attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini
idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia.
L’acqua è un bene
fisicamente limitato e come tale va prelevata e gestita secondo criteri
efficienti, in particolare assicurando la migliore manutenzione delle reti di
distribuzione, combattendo ogni forma di spreco e governando l’uso della
risorsa e la sua assegnazione per i diversi usi, potabili, agricoli e
industriali, garantendo l’obiettivo della sostenibilità attraverso incentivi al
risparmio idrico e il rispetto di standard di qualità.
Per il Partito
democratico sono obiettivi irrinunciabili la tutela delle acque,
l’accessibilità per tutti, un uso razionale della risorsa che operi dal lato
dell’offerta e non si limiti a rincorrere la domanda, l’equità delle tariffe e
la massima qualità ed efficienza del servizio. Irrinunciabile anche l’obiettivo
della copertura totale del servizio di depurazione sull’intero territorio
nazionale e di una gestione sostenibile della risorsa acqua, con la riduzione
quindi di dispersioni, sprechi e usi inappropriati.
Per raggiungere questi
obiettivi:
-
una forte regolazione pubblica,
attuata da una autorità di regolazione nazionale di cui siano compartecipi
Stato e regioni, che consenta di definire standard di servizio, monitorare i risultati,
applicare eventuali sanzioni e quindi incentivi qualità, efficienza e risparmio
per migliorare il servizio e garantire al tempo stesso equità e uso sostenibile
della risorsa acqua
-
ruolo fondamentale delle
regioni e degli enti locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico
integrato nel pieno rispetto dei principi generali, degli standard di qualità,
dei livelli minimi essenziali fissati
-
gestione industriale del
servizio idrico integrato (ossia dell’insieme dei servizi pubblici di captazione,
adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione
delle acque reflue) anche per realizzare economie di scala, assicurare qualità
omogenea e controllabile dei servizi, garantire sicurezza degli
approvvigionamenti idrici ed efficienza nella depurazione
-
un quadro normativo chiaro e
stabile che metta fine alla continua incertezza prodotta dai ripetuti
interventi del centrodestra che riparta affidando alle regioni il compito di
organizzare il servizio idrico integrato sulla base di ambiti territoriali
ottimali definiti secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità nel
rispetto dell’unità dei bacini idrografici, dell’unitarietà della gestione e
quindi del superamento delle frammentazioni, dell’adeguatezza delle dimensioni
gestionali, della riduzione delle sperequazioni tra ambiti limitrofi
-
tariffa come corrispettivo del
servizio idrico integrato, che preveda una tariffa sociale per dare
agevolazioni a determinate fasce di reddito e ai nuclei familiari numerosi e
una tariffa che incentivi il risparmio idrico e scoraggi quindi i consumi
elevati
-
meccanismi che vincolino alla
realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento del servizio,
stimati in almeno 60 miliardi di euro con un impegno aggiuntivo per garantire
lo stesso livello di servizio in ogni area del paese
Iniziamo da oggi un
percorso di costruzione di un progetto di legge che si articola intorno a
queste linee guida e che vogliamo elaborare con i nostri amministratori locali
ed eletti, territorio per territorio, e con il sostegno dei cittadini che
vorranno firmare la petizione a sostegno della nostra proposta. |